Attributi, Carra-mania e il silenzio degli “innocenti”…

Chi è senza peccato….

ATTRIBUTI [at-tri-bù-to]

s.m. 1) Ciò che è attribuito come proprio, come caratteristico, a qualcuno o a qualcosa: la parola è un a. dell’uomo  SIN. qualità, prerogativa 2) estens. Simbolo, segno distintivo: l’a. di Nettuno è il tridente scherz. o eufem. Gli attributi virili, ass. gli attributi, i genitali maschili.

Questa parola non è certo sconosciuta alle squadre di coach Dalmasson, spesso composte da uomini prima che da giocatori, apprezzati dalla piazza proprio per questo. Immaginiamo allora Ryan Hoover, alla fine della partita contro Torino, sguardo ghiacciato e petto in fuori a puntare dritto ogni singolo critico della settimana precedente, sventolando uno scout di tutto riguardo; immaginiamo coach Dalmasson rimandare al mittente le critiche sulla gestione delle partite e soprattutto di alcuni finali mettendo in mostra il minuto conclusivo, figuriamo i cori nel pullman al rientro contro la stampa avversa rea di supponenza conoscitiva. Dribblando i fulmini e gli strali, cerco maldestramente di capire l’imponderabile di questa squadra, partendo da una certezza: i primi 5-6 minuti del match contro Torino avrebbero decretato con discreta puntualità la saldezza del gruppo rispetto alle ultime uscite di campionato (a prescindere dall’esito); parziale e reazione veemente…ok, giocatori e allenatore sono ancora sul pezzo. Poi, in quaranta minuti ci sono tutti gli ingredienti per sovvertire qualsiasi tesi: Hoover che torna a ruggire e soprattutto a tirare!, Candussi che in barba alle esigenze di squadra fa l’anarchico esterno che colpisce dall’arco, Ruzzier, pur perseguitato dai falli, rimane sulla partita con canestri importanti. Per fortuna ci sono anche le certezze: quelle scritte nel manuale del “buzzerista” (uomo dall’ultimo tiro ndr.), le quali indicano in capitan Carra l’assoluto cavallo (o lupo) di razza per vincere; Dane Diliegro dominante come di consueto con la doppia-doppia in faretra, Massimiliano Fossati, ormai l’artificiere a disposizione di Dalmasson.

Cosa si evince da tutto ciò? che la squadra costruita per questo campionato di Adecco Gold è e sarà un libro tutto da leggere, con capitoli sempre nuovi e senza logica consequenziale, con sfaccettature sempre diverse ad ogni palla a due. Non dovremo stupirci nel veder nuovamente Hoover da pochi punti e pochi tiri, così come registrare l’andamento sinusoidale dei giovanissimi, intanto Trieste mette fra se e le contendenti alla salvezza 4 punti di platino, in vista della missione impossibile di domenica contro Barcellona.

A Trieste e’ Carra-mania!

11038635775_ceb62750c9Che il capitano avesse abituato bene la piazza giuliana, era un dato di fatto, l’exploit contro Recanati in DNA nel vecchio teatro del PalaChiarbola ancora non perde di lucentezza al ricordo. Questa volta però c’è parecchia mostarda alla pietanza: contro uno squadrone contro Torino, in un palazzetto caldo da 3500-4000 persone e battendo contemporaneamente il record di copertura campo (qualcosa come tre secondi circa) e di slalom speciale (tanto per restare in tema di Olimpiadi invernali torinesi). Un canestro che ha fatto saltare tutti dalla poltrona, dalla sedia, da qualsiasi luogo in cui fosse arrivata la voce di Riccardo Furlan via web. Neanche il tempo di esternare un moto di gioia infinito che fra i social network impazza la Carra-mania: frasi di giubilo, inneggiamenti all’eroe di giornata e disquisizioni se il tiro è stato scoccato con la mano “amica” mancina o con la destra, il Pillastrini che invece di rendere merito ai vincitori e a Dalmasson se la prende con la terza arbitrale….un video che riporta quei magici 6 secondi finali. Non si spegne l’eco nel lunedì di “riflessione sportiva”, ancora fotomontaggi dedicati a Carra, improbabili appassionati di pallacanestro dell’ultim’ora che ricordano nei bar l’accaduto, Trieste cestistica snobba Putin per il mancino terribile da Reggio Emilia.

Ma è un impatto mediatico che ha coinvolto lo stivale intero, da tutta Italia si palleggiano le immagini che testimoniano il gesto tecnico del capitano, senz’altro la giocata della settimana.

Dicembre e la linea Maginot: silenzi inquietanti

Lo aveva detto il Presidente Mario Ghiacci all’ insediamento: a Dicembre tracceremo una linea per capire se il progetto può andare avanti o meno. I segnali, o per l’esattezza i silenzi che si registrano da un pò di tempo, non fanno dormire sonni tranquilli. Si è battuta la strada locale (operazione da sempre totalmente inutile), ultimamente si è setacciato il triveneto, ma sembra che il pozzo da cui si cerca di attingere acqua fresca per la salute societaria, sia totalmente arido.

Quale futuro possibile? Può qualcuno, che non sia facente parte del cast di “The Illusionist”, trovare ardite soluzioni al problema monetario?

In questo senso sarebbe utile fare un punto della situazione, la chiarezza adoperata da Ghiacci appena seduto dietro la scrivania di Via Locchi, sarebbe utile mantenesse una cadenza settimanale, proprio per trasparenza nei confronti della gente; abbiamo tacciato come irresponsabile il silenzio della vecchia proprietà di fronte a cambiamenti in corso (anche dolorosi), sarebbe sanguinoso imperversare in questo vecchio adagio.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 26, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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