Arriva la corazzata Barcellona, Trieste prepara le barricate

Una Barcellona con meno fronzoli e più concreta

9705642364_4fab775e8cLa serie A rischia di diventare una nemesi per Barcellona, non fosse altro che cominciano ad avere un peso specifico i conti degli investimenti fatti negli ultimi anni. L’impressione che questa stagione la società del Presidente Immacolato Bonina abbia preferito al barocco siculo l’essenziale romanico lombardo, costruendo un roster più concreto che eclatante nei nomi; non parliamo di viaggiare a fari spenti perché sarebbe troppo riduttivo di fronte a giocatori come Collins, Filloy, Young, Toppo, però è evidente l’impronta diversa dalle passate annate.

La capolista (a quota 14 in coabitazione con Brescia e Trento), arriva a Trieste forte di un gruppo dalla panchina solida: se pensiamo all’ultima pirotecnica partita vinta contro Biella per 99-90, al quintetto composto da Collins, Young, Maresca, Filloy e Toppo, coach Perdichizzi ha potuto aggiungere carburante durante il match inserendo competenze di livello come quelle di Natali, Pinton e Fantoni, un bell’andare…

Inoltre, lo “sceriffo” timoniere Sigma, ha ben presente le insidie di un campo come il Palatrieste, causa di un impensabile rovescio la scorsa stagione, per cui il timore di un “effetto sorpresa” da parte dei giovani terribili di Dalmasson non è preventivato. Poi ci sarebbe l’avversaria, quella Pallacanestro Trieste 2004 salita agli onori delle cronache per il colpo “gobbo” a Torino (battutaccia a sfondo calcistico…), grazie al numero di capitan Carra “coast-to-coast”. La squadra del Presidente Ghiacci in questa stagione ha un po’ sovvertito i luoghi comuni cestistici, in particolare quello che vorrebbe la condizione mentale rilassata dei giocatori il viatico migliore ad una grande prestazione; niente da fare, dopo la vittoria con Verona sono arrivate cinque sconfitte di fila, ad ogni serena settimana in palestra è corrisposta una prestazione molle e poco incisiva. Non c’è quindi via d’uscita, per Hoover e soci l’imperativo è partire dalla palla a due come se fosse lo scontro decisivo per la salvezza, evitare break pesanti in partenza e seguire il game-plan consueto: restare attaccati all’avversaria fino ai minuti conclusivi per poi sferrare la zampata decisiva.

La difesa, il solito “must” imprescindibile, perché se si concede al buon Young qualcosa come 31 punti, con 12/15 dal campo e 6/7 da tre punti, non c’è reunion degli dei del basket che possano sovvertire un pronostico favorevole ai siculi.

Domenica 1 Dicembre, ore 18.00

PALLACANESTRO TRIESTE 2004 – SIGMA BARCELLONA

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 29, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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