Non sarà una domenica come tutte le altre…

imageLa notte di Capodanno non portava via con se solo il 2013, ma anche un giovane tifoso di 30 anni, conosciuto da tutti come “Giovanin”, un ragazzo con l’alabarda tatuata nel cuore e nelle passioni sportive per la Pallacanestro Trieste e per la Triestina; decine e decine di domeniche, in casa ed in trasferta, con gli amici di sempre, consumando ogni stante della sua breve esistenza. Domenica al Palatrieste in curva mancherà qualcuno, mancherà una voce e uno spirito, non certo il ricordo di chi gli è stato vicino, o comunque ha avuto modo di conoscerlo; la partita importantissima contro Casale Monferrato un ulteriore motivo per continuare in suo nome a tifare l’alabarda, chi fra i gradoni del palazzetto e chi da una posizione privilegiata come “Giovanin”. Alle volte la morte è il miglior modo per smettere di soffrire, ma a 30 anni no….

Ci sarà poi una partita di pallacanestro, per quell’inutile peso specifico che può avere rispetto ad una vita che se ne va, decisiva per il tortuoso percorso verso la salvezza della squadra di coach Dalmasson; quaranta minuti dove non ci sarà più spazio per considerazioni a latere sui valori veri o presunti della squadra o di “bacchettamenti” dalla regia da parte della Presidenza. Una chiosa a tal proposito: lo sfogo post Forli di Dalmasson per il sottoscritto non è assolutamente sembrato un arrendevole bandiera bianca pro futuro, anche perchè mi sembra che gli ultimi due anni si sia fatto della convivenza con situazioni drammatiche il “must” stagionale; al punto che mai si è avuta l’impressione di vedere il gruppo da lui allenato atteggiarsi con linguaggi del corpo inadeguati alla battaglia sportiva. Ci si augura che la solerzia con cui è stato ripreso il coach sia adoperata per spiegare qualcosa di ben più importante lasciato in stand-by: la questione finanziaria societaria. Eh già, perchè si parlava di Dicembre come “dead-line” per tirare le somme, sarebbe interessante saperne gli esiti (anche se ho un sentore…).
Già messa a calendario un’ intervista con il Presidente Mario Ghiacci, sperabilmente chiarificatrice di quanto sopra, torniamo a quello che sarà uno dei pomeriggi più importanti della stagione; questa volta ha poco senso tracciare i profili del roster piemontese, perchè ormai è appurato che la Pallacanestro Trieste 2004 non subisce rapporti di forza, anzi, se possibile li sbugiarda ad ogni uscita, nel bene e nel male. La mancanza di Daniele Mastrangelo, toglierà la consueta energia e l’elemento di “rottura” proveniente dalla panchina, ma in questo caso tutto il gruppo è chiamato a dare qualcosa, non solo con qualche lampo nel buio di una prestazione come ha fatto spesso Hoover, senza nascondersi nei finali come ha fatto Harris a Forli, non andando a corrente alternata come Ruzzier e Tonut. Insomma, Trieste deve tornare squadra, in nome di una identità costruita, in nome di una grande tifoso che con c’è più….

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 3, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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