Ascoltare chi merita ascolto

8680841823_159a54f1d4Ho sempre pensato che nella vita bisognasse avere un “orecchio di riguardo” per le persone di spessore, quelle che tendenzialmente parlano poco e quando serve, quella che ragionano un secondo in più prima di esporre un concetto; credo anche a chi ha guadagnato il rispetto sul campo, e non a chi millanta credito.

Tutto questo per dire che al sottoscritto non è passata inosservata la presa decisa di posizione di capitan Carra post partita contro Casale; il suo “sfogo” finalizzato ad avvicinare i tifosi alla squadra non è la solita considerazione di prammatica alla vigilia di qualche incontro importante, è un vero e proprio appello al popolo giuliano. Nella testa di un giocatore intelligente come Marco Carra saranno passati tutti i ragionamenti del caso, digeriti tutti i bocconi amari retaggio di un periodo nero, assorbiti gli umori del gruppo nella spogliatoio; ecco quindi che la shakerata di questi aspetti hanno prodotto il cocktail esplosivo (con il consueto garbo ed educazione) per scuotere l’ambiente in vista di un girone di ritorno…all’arma bianca.

Non sottovalutare quindi l’appello lanciato post Casale, è uno dei classici messaggi neanche troppo cifrati prima che sia troppo tardi, ben sapendo che la salvezza di Trieste passerà principalmente fra le mura di casa, una casa divenuta opprimente per un clima che si sta facendo teso. Forse sarà un’esagerazione, ma la vittoria importantissima di Forlì a danno proprio della squadra di coach Dalmasson, è passata per un ambiente a dir poco caldo, condizionante e trascinante; capire quindi che non solo i giocatori devono immergersi nel clima delle gare “do or die”, bensì anche il pubblico, come lo fu ai tempi di Chiarbola per diverse stagioni.

L’avesse fatto la classica meteora americana di passaggio, quella che dopo il primo canestro in casa si batte il pugno sul petto lanciando slogan d’amore alla curva, il peso specifico sarebbe ridotto notevolmente; dal capitano di mille battaglie, l’accalorato messaggio, è qualcosa di ben più incisivo. Anche perché Carra conosce ormai molto bene la piazza, capisce i pregi (quando la scaldi, esplode di passione) e i difetti (apatica quando non la si innesta), intuisce il modo di scardinarla, non solo con canestri all’ultimo secondo.

La Pallacanestro Trieste 2004 è una squadra in trincea, lo sapeva di esserlo e con armi non certo all’avanguardia, ma il DNA da combattenti dovrebbe essere garanzia ad un approccio adeguato; se c’è una cosa che non deve sconvolgere è la “mission” chiarita ad inizio stagione, quella cioè di una salvezza per sublimare il miracolo sportivo avvenuto questa estate, in cui la città ha fatto ben vedere come si reagisce alle avversità.

Ascoltate chi merita ascolto, non sono parole vacue.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 9, 2014 su "Passi in partenza", HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Mario Policastro

    Condivido. Apprezzo Carra ma anche tutta la squadra. Però: ciò che blocca la squadra in certi frangenti viene dall’interno della squadra e non dall’esterno (pubblico freddo). Forse l’appello di Carra va ascoltato perché occorre sintonizzare gli umori di pubblico e squadra.

    • Sono d’accordo, la questione tecnica DEVE essere risolta da coach a squadra, il problema invece della sintonia può essere migliorato allineando presupposti di inizio stagione e risultati, quindi riportando il tutto ad una normalità…

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