In tre partite il senso di un progetto, è ora di crescere

Il prezzo da pagare, qualsiasi esso sia

Come-insegnare-ai-bambini-ad-andare-in-biciclettaCi sono due approcci diversi alla crescita di un bambino: quello di decidere che, ad un certo punto, sia l’individuo a imparare da cadute lungo il percorso, e quello di stampo “apprensivista”, che accompagna più possibile l’individuo, proteggendolo, legandolo virtualmente con un cordone ombelicale a vita.

Per figurare maggiormente il concetto: c’è chi togli le rotelline di supporto alla bicicletta, a costo di vedere il proprio figlio cadere diverse volte prima di imparare a pedalare autonomamente, e chi le lascia a lungo, o addirittura accompagna fisicamente i tragitti ciclistici per evitare il peggio.

La Pallacanestro Trieste 2004, gonfiandosi il petto orgogliosa, ha scelto la prima strada: ha “gettato” nella mischia i propri giovani cestisti, li ha messi di fronte ad una realtà molto grande, importante, la possibile palestra per il salto di qualità.

Per coerenza, sarebbe diseducativo mettere ORA le mani avanti con “salvagenti”, del tipo: Forlì ha delle partite complesse, potrebbe bastare veder perdere loro; oppure, che l’estate sarà foriera (ahimè) di tante defezioni per ragioni economiche e quindi il ripescaggio sarebbe cosa fatta.

Torniamo invece all’essenza del mandato sportivo: questi ragazzi hanno avuto tempo ormai due stagioni piene per… cadere, hanno avuto tempo di passare per tantissime micro o macro situazioni che hanno irrigidito la spina dorsale, dando loro la forza di rialzarsi più forti di prima. Certo, hanno avuto quasi sempre a fianco dei “fratelli maggiori”, che perlomeno hanno attutito i colpi delle cadute, ma questi resteranno inalterati e avranno i nomi di Brandon Wood, di Dane Diliegro e di Marco Carra.

Quindi? Quindi queste ultime 3 partite della squadra saranno il modo più incisivo di mettere alla prova i nostro giovani, il fulcro fondante di un progetto, quelli che hanno ricevuto lusinghe da club di serie A; eh già, ricordo che i talenti indigeni hanno fatto il pieno, dalla scorsa estate, di complimenti: dall’Europeo vinto, a sprazzi stagionali di alto livello in Adecco Gold, comprese convocazioni in nazionali sperimentali. Sarebbe da stolti non considerare la salvezza come un obiettivo alla portata di questi ragazzi.

Lo stesso coach Dalmasson, in tempi diversi, ha modificato l’atteggiamento nei loro confronti: protettivo all’esasperazione inizialmente, severo ma con delicatezza durante questi due anni, perentorio nelle ultime settimane; insomma, anche lui ha tolto le rotelline dalla loro bicicletta.

E, qualora il risultato non dovesse arrivare, nessuno FACCIA DRAMMI, almeno chi ha sposato il progetto societario: perchè se Trieste non arriverà alla salvezza, vorrà dire che questo è il prezzo da pagare per la “palestra” fatta ai nostri giovani; vorrà dire che, per ora, l’Adecco Gold sarà il loro limite massimo, vorrà dire che bisognerà lavorare ancora di più sul prodotto confezionato. Del resto, se Stefanel ha “sprecato” due categorie per far tornare grande Trieste (dalla serie A alla B1), potrà farlo anche la Pallacanestro Trieste 2004.

Buona pedalata ragazzi….

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 3, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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