Da Basketnet.it: serie A2 Gold… o bigiotteria?

gold

L’avevamo gridato ai quattro venti: mai piu’ situazioni come quelle di Napoli (passata gestione ndr.), con fallimenti previsti e consumati in un girone d’andata; il campionato monco porto’ ad un crollo dell’interesse generale, e ad una svendita del parco giocatori modello mercatino del giovedi (non so perche’ giovedi, mi ispirava il giorno). Tutto cio’ non era e non e’ serio, lede la dignita’ di un movimento, svilisce lo spirito competitivo ma soprattutto allontana investitori, perche’ buttar soldi in una farsa, ha ancora meno senso.

Ci avviciniamo inesorabilmente alla data di inizio stagione per molte squadre, chi parte il 18 e chi la settimana successiva, e ancora si registrano silenzi assordanti: Veroli, dopo aver acquistato l’unico giocatore (Alex Legion ndr.), animata da una possibile e fruttuosa collaborazione con la Stella Azzurra Roma, vede rischiararsi il futuro in extremis; prima idillio, poi spaccatura quasi insanabile e infine la lieta conclusione per il bene di tutti (e al limite del tempo massimo). Non e’ possibile dire altrettanto di Barcellona Pozzo di Gotto, con l’ormai arcinoto problema delle dimissioni del padre putativo del basket giallo-rosso Immacolato Bonina; la salvezza e la permanenza in A2 Gold e un voto a Santa Teresa, si, proprio Maria Teresa Collica, sindaco della citta’. L’augurio e’ che le istituzioni, con magari Bonina di supporto, mantengano perlomeno la tradizione cittadina, con meno fuochi d’artificio ma con la stessa calorosa passione.

C’e’ poi la “soap opera” Forli, con lui-lei-l’altro a riaccendere (praticamente un getto con il lanciafiamme) la passione in casa Fulgor, con proclami alti sonanti e lista della spesa estiva degna di un club di serie A. Fino a prova contraria ad oggi trattasi di un affare per svariati milioni di euro, resta solo il legittimo scetticismo di chi storie analoghe ne ha vissute, con parabole di temporalita’ brevi quanto un respiro. Trieste, a fari spenti e con un solo acquisto in cantiere, sembra non vivere una crisi imminente, si appresta ad aprire la serie di annunci sul mercato, per cui esce dal lotto delle “affannate”.

Il pericolo che le crepe di inizio estate, diventino voragini fra poche settimane; il cambio di denominazione non puo’ bastare a risolvere un problema che avra’ la svolta nella stagione 2015/16, con l’unica seconda categoria nazionale. Chiudere uno o entrambi gli occhi a gestioni rette da spiccioli, potrebbe essere un escamotage in vista della boccata d’ossigeno in salsa moderna prevista per il prossimo anno; si, perche’ la prossima seconda serie non sara’ altro che un lega per “chi se lo potra’ permettere”. Dilettantismo e A2 e’ un ossimoro: non e’ pensabile oggi fare del dilettantismo in cui a fronte di una spesa per la squadra di circa 250-300 mila euro (spesa tarata verso il basso), poi si vada incontro ad un esborso lordo stagione di 1 milione e piu’ di euro. Se poi ci mettiamo ricavi esclusivamente provenienti dalla quota abbonati e paganti, allora feste di paese se la societa’ dimezza la spesa per il parco giocatori.

L’inverno della pallacanestro non ha ancora lasciato spazio ad uno spiraglio di Primavera…

Raffaele Baldini

Pubblicato il agosto 11, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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