Si comincia: Prandin, incoscenza e la buena suerte!

DSC_3397Ci siamo! Sembrano lontani anni luce i momenti finali di Michele Ruzzier contro Forli per regalare la salvezza in A2, e invece siamo alla vigilia di un nuovo giro di giostra. Poveri, intimamente passionali e con l’ingenua speranza nel futuro ci apprestiamo a vivere una missione impossibile nella seconda categoria nazionale. Trieste va a Casale con un Prandin in piu’. Il giocatore senza la scia mediatica del top player, dal cognome piu’ simile ad un esponente della Lega Nord che ad un giocatore di basket, visto con scetticismo dal “popolino grandi firme”.

Eppure qualcuno e’ quattro anni che lo tenta per farlo arrivare a Trieste: coach Dalmasson, proprio l’uomo che conosce bene la realta’ giuliana, il timoniere che provera’ senza inchini ad attraccare la barca triestina al molo salvezza. E questo aspetto vi sembra secondario? Evidentemente c’e’ la convinzione che nell’uomo di Preganziol ci sia il collante di un gruppo giovane e troppo inesperto, il leader silenzioso (altrimenti non sarebbe veneto) capace anche di supportare il peso dell’attacco in certe occasioni. Non fatevi fuorviare dalle pailettes forlivesi, sotto l’ombra di San Giusto c’e’ bisogno di ben altro…

Rimane una coperta cortissima quella biancorossa, anche perche’ Mastrangelo non e’ ancora recuperato, Marini fatica ad entrare nel meccanismo di squadra e tutti i giovani indigeni, in attacco, non fanno un cestista solido (difensivamente tutta la vita!). Per non parlare della cometa di… Holloway, incidente a cadenze troppo ampie per una squadra che lotta per non retrocedere; il testosterone visto all’universita’ non puo’ essere sparito in un volo intercontinentale.

Mai come quest’anno sara’ la solita battaglia con pietre e mani nude, le sofisticate armi non ce le possiamo permettere, e soprattutto non fanno parte del bagaglio sportivo locale. C’e’ pero’ un popolo di appassionati che siede in trincea al Palatrieste con uno spirito giusto: supporto incondizionato finche’ i beniamini daranno il massimo, critica costruttiva in caso di minimo arretramento.

Bastera’ tutto cio’ per garantirsi un posto nel macro-gruppo della seconda serie nazionale del prossimo anno? Non lo so, e grazie a Dio resta il dubbio. Perche’ qualora la pallacanestro fosse una scienza esatta, probabilmente non avremmo scampo. Lo sport e’ l’imponderabile, illogica follia che segue destini sempre diversi, in cui non c’e’ sentenza preventiva. Allora godiamo un’altra stagione in un palcoscenico nobile, vivendo alla giornata; quel fantastico rito domenicale che prima di cena, una volta con l’orecchio teso alla radio e una volta con fisica partecipazione al palazzo, riempie l’anima degli appassionati.

Ogni maledetta domenica…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 4, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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