Temerari, Mvp personali, tiri liberi e tiri “costretti”

DSC_3464Temerari, magari con una tegola in mano, ma presenti!

Ci vuole altro che una Bora a 153 Km/h per fermare la passione triestina. Dribblando i cassonetti dell’immondizia con l’auto, portandosi appresso qualche tegola che ha sfondato il parabrezza o semplicemente affidandosi ai mezzi pubblici, la Trieste cestistica non può marcare visita alla Mecca della palla a spicchi. L’adunata prevista nella serata di gala di fronte alle telecamere Sky ha registrato un successo: quasi 4000 persone, tifo caldo e una partita di indubbio impatto.

Ormai il legame squadra-pubblico sta andando oltre le “occasioni” mediatiche, è un segno tangibile della riconoscenza per quanto Carra e soci sono capaci di regalare settimana dopo settimana. Gli aficionados sono lo zoccolo duro del movimento, ma aumenta il partito dei “vediamo un pò questa Pallacanestro Trieste di cui tanto si parla…”; e questi sono il più prezioso investimento che la società può fare in chiave futura. Guai a disperderlo.

“Bobo” Prandin, mio personalissimo MVP (con Coronica guest star)

Ci sono gli attori cotonati che sfilano nella croisette, idolatrati e mitizzati, e poi ci sono i tecnici senza i quali un film non potrebbe mai essere prodotto. Ecco, Roberto “Bobo” Prandin è la quint’essenza della sostanza. La partita confezionata contro Trapani un manifesto della classe operaia (nell’accezione più positiva del termine), un sacrificio sui vent’otto metri fatto di: difesa alla morte sul pericolo pubblico n.1 Legion, tanto da innervosirlo e farlo uscire per un banale sfondamento; presenza offensiva nei momenti chiave, con letture sensate e scaltre “trappole” per indurre la terna arbitrale a farsi fischiare falli a favore. Il tutto condito da una carica agonistica trascinante. Ecco, adesso fate una fotocopia, cancellate con il nome, e scrivete Andrea Coronica…

Tiri liberi e tiri “costretti”

I puristi sono giustamente inorriditi di fronte alla statistica: 14/28 ai tiri liberi. Novanta volte su cento, in una partita punto a punto, con quelle percentuali a gioco fermo, si perde. La chiave di volta non è di facile codifica: chi dice che i liberi sono una questione di concentrazione, chi di meccanica ripetuta migliaia di volte, chi di respirazione, o forse un pò di tutto questo. Resta il fatto, per onore statistico, che la squadra prima di ieri viaggiava con quasi il 68%… quindi l’eccezione potrebbe essere ascrivibile ad una serata più storta del solito.

Ho la soluzione tecnica per Francesco Candussi, un metodo facile per registrare ogni settimana la doppia cifra nel tabellino. 200 tiri ogni allenamento su servizio in area di un compagno e tiro “al volo”; niente ricezione, carico e spinta per il tiro, ma rapida soluzione di tocco. Vi assicuro che in questa maniera, il ragazzone (peraltro positivo contro Trapani) risolverebbe il 60% dei suoi problemi “dinamici”. Fidatevi.

 

Grayson-Holloway, non è più bello così?

Premessa: la storia dell’incremento di energia generato da televisione ha le radici lontane, quando Marvin Barnes insegnava agli “stolti” uomini di fatica in canotta Hurlingham quanto fosse più redditizio scatenare la voglia di pallacanestro con una platea (invisibile) molto più vasta di quella delle tribune. Al di là di questo, le prestazioni dei due americani di Trieste non sono positive solo nei numeri, ma soprattutto nella voglia; entrambi, dal primo minuto, hanno abbassato il sederino per difendere, hanno messo le mani addosso e hanno “aggredito” il canestro. Talmente evidente il cambio di rotta rispetto alle settimane precedenti, da ingigantire la superficialità pregressa; ma dico io, non è più divertente “sbattersi” con i compagni, incidere, sentire il popolo acclamante a fine partita… che annoiarsi 40 minuti?

Clic…ora le telecamere tornano ad essere spente, restano accesi gli occhi e il cuore degli appassionati, qualcosa di molto più motivante!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il febbraio 7, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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