
L’orgoglio di esserci, il dovere di provarci
La sintesi estrema: può Trieste riaprire la serie? Si. Può farlo Trieste in condizioni normali? No. Mi spiego meglio, altrimenti il dono della sintesi rischia di tradursi in un vuoto amplificato. La Pallacanestro Trieste 2004 ha dimostrato di avere le armi per mettere paura a Brescia, ma deve necessariamente anche aspettare un passo falso altrui; un Brownlee fuori partita, cinque falli di un big, un momento di crisi…ed ecco che Carra e soci potrebbero fare il colpo gobbo.
La pallacanestro è sport d’inerzia, e anche al Palasanfilippo in gara 1, una situazione ha ribaltato inerzia e match: Holloway segna canestro con fallo, ha il libero del pareggio (sbagliato ndr.) e tre quarti palazzetto ha la sensazione che il vento spiri alle spalle dei giuliani. Invece, un quarto fallo prematuro di un incidente Candussi, sbilancia con una spallata tutto il quadro: Dalmasson inserisce un quintetto piccolo e Benevelli comincia a banchettare sfruttando il mis-match a proprio favore. Parziale di 14-0 e buonanotte.
Razionalmente quindi non è pensabile ad armi pari preoccupare la truppa di Diana far le mura dell’impianto bresciano, così come è anche vero che Trieste per ben due volte, nella seconda parte, è tornata a stretto contatto… c’è speranza.
Fisicità, altezza e coinvolgimento
Brescia ha tanti centimetri e chili a disposizione, basti pensare che il loro esterno ha la stazza e i centimetri di Holloway (Brownlee ndr.). Questo comporta un evidente gap quando Dalmasson sfrutta quintetti più dinamici, con Coronica da “4”, o qualunque altro giocatore che non sia Candussi o Marini. Ecco un’altra delle chiavi di questa serie: il rendimento dei due giovincelli d’area Candussi e Marini. Il primo, presente e incisivo, è stato molto utile nei minuti di campo (naggia ai falli mal spesi), il secondo ha avuto un approccio che ha fatto imbestialire e scrivere la parola “the end” al coach dopo 3 minuti e spiccioli di parquet. Più esplicito: se Holloway deve prendere Brownlee, uno dei due compagni deve accollarsi Cittadini prima, e Benevelli poi; altrimenti, sarà un dominio bianco-blu su tutti i fronti.
Altro atavico problema: sapete da dove derivano i 16 punti di Brownlee nel primo quarto? Semplice, dal coinvolgimento NULLO di Muprhy Holloway. E’ un’equazione nota: pochi palloni giocabili, poco abbasso il sedere per difendere. Ah si, e possibilmente i passaggi farli con competenza.
Parterre di grandi nomi al PalaSanfilippo
Parterre VIP in quel di Brescia per il quarto di finale dei play off di A2. Si sono visti, fra gli altri, Bruno Arrigoni, Pippo Faina, Claudio Vandoni, Antonello Riva, Tony Cappellari, il Presidente Anconetani…insomma, tanto interesse attorno a questa sfida.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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