Treviglio vince di squadra, Trieste opaca cede al Palatrieste

DSC_8025PALLACANESTRO TRIESTE 2004 – REMER TREVIGLIO

QUINTETTI

Trieste: Bossi, Pecile, Zahariev, Parks, Landi

Treviglio: Marino, Turel, Kyzlink, Sorokas, Chillo

Trieste cerca continuità sullo slancio della vittoriosa trasferta in quel di Ravenna, Treviglio vuole agganciarsi al treno play off anch’essa gratificata dal largo successo casalingo contro la Fortitudo Bologna.

Penetrazioni non contestate lanciano la Remer nelle prime battute, 2-7 con un ottimo Chillo; allunga la difesa Trieste, anche per scuotersi dal torpore iniziale, il time out però diventa inevitabile. Parks distratto, Zahariev come sempre morbido, l’attacco dei padroni di casa è sterile e facilmente arginabile dai lombardi, per contro le ottime spaziature degli uomini di Vertemati garantiscono un comodo vantaggio. Punti subiti in contropiede anche dopo canestro segnato sono il segnale più tangibile che la squadra giuliana non c’è con la testa prima che con le gambe; Stefano Bossi è il solito leader offensivo in questi momenti, seguito da Zahariev, prima frazione terminata incredibilmente con un colpo di reni dei padroni di casa sul 16-16. Se c’è un problema in casa Remer è la confidenza con il canestro; tutti con buoni tiri a disposizione ma scarsa fortuna. Baldasso dai sei metri per il primo vantaggio triestino, ma è un fuoco di paglia, tornano a far male le penetrazioni di Marino e soci e sorpasso sul 18-24.  Ennesimo segnale di un atteggiamento molle di Zahariev che perde un pallone già in mano, allunga Treviglio sul +8 e Dalmasson chiama time out. Dominio ospite evidente, idee chiare esplicitate da un bilanciamento fra giocate degli esterni e palloni giocabili per un sempre incisivo Rossi; bonus speso dalla Remer e Trieste che di colpo accende il Palatrieste con qualche giocata difensiva di energia. Torna a macinare gioco e canestri la squadra di Vertemati, squadre all’intervallo con un meritatissimo vantaggio sul 25-37.

Andrea Pecile segna il primo canestro (con il secondo tiro di tutta la partita!) nel terzo quarto, il problema però della squadra di casa è tutto nella fase difensiva, insufficiente in ogni aspetto: 35-44 e time out Vertemati. Inerzia che cambia leggermente di padrona, sospinta dal vento di Bora del Palatrieste: tripla di Zahariev per il -4. Ancora Pecile da oltre l’arco per il minimo svantaggio, e pesante terzo fallo comminato a Chillo. La sensazione è che la Remer, anche nei momenti più complessi, non molla le mani dal volante, nuovo +6 ospite con il solito Rossi; terza frazione chiusa con tripla di Zahariev e punteggio sul 51-52. Emanuele Rossi come l’omonimo Pablito degli anni ’80, in area pitturata trasforma ogni pallone in oro; ogni qualvolta la squadra di casa si avvicina, manca l’ultimo passo per il definitivo sorpasso. Aristide Landi sfrutta i chili a favore in area pitturata, un gioco da tre punti riporta in perfetta parità il match a quota 54. Si entra nella “danger-zone”, quella in cui la fisicità aumenta esponenzialmente e i tiri sono maggiormente contestati; bonus speso da entrambe le squadre, variabile incidente a quattro minuti dal termine dell’incontro sul 57-57. Quinto fallo di Andrea Pecile, la Remer non sfrutta a dovere tutte le gite in lunetta; Trieste attacca malissimo, sfruttando poco la possibilità di andare dalla linea della carità a gioco fermo, Rossi porta sul +3 Treviglio a 2’38” dalla fine. Orrori tecnici figlia anche di una evidente stanchezza: Remer sempre avanti grazie alla lunetta e a Rossi, mentre la squadra giuliana specula su situazioni estemporanee. Ultimo minuto con perfetta parità sul tabellone: Tambone fa 2/2, Baldasso spegne sul ferro la possibilità di andare in vantaggio ed è nuovamente Marino a chiudere la sfida con un altro 2/2. Finisce 64-68, per la Remer una grandissima affermazione di squadra in un campo difficile, per Trieste una prestazione opaca e tanti interrogativi da portarsi appresso.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il dicembre 13, 2015 su HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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