Trieste abbraccia Klaudio Ndoja e la sua incredibile storia

libroSala del Palace Suite di Trieste stracolma, persone in piedi e altre nel corridoio per venire ad ascoltare una grande storia, messaggi di integrazione e sport raccolti nel libro “La morte è certa, la vita no”, scritto la Michele Pettene, edito da Imprimatur.

Aperta la serata dalle presenze istituzionali, la Sport&Development, organizzatrice dell’evento, ha lasciato spazio anche ad un’importante iniziativa di solidarietà con Davide Monticolo a presentare “Un Canestro per Te”. Dulcis in fundo l’immersione nella storia vera che supera la realtà, nel viaggio della speranza di un giovane albanese di Scutari verso la terra promessa (Italia ndr.). Michele Pettene e Klaudio Ndoja catturano la platea raccontando situazioni del libro così come sono state vissute, scritte… in un moto sincero e per nulla romanzato. C’è emozione nel raccontare il caldo abbraccio di Don Marco a Klaudio appena arrivato nel nostro paese, ci sono tante persone che hanno esplicitato il concetto di integrazione, c’è una favola che ha come sfondo la città di Brindisi.

E certo, le coste pugliesi nel 1998 sono state l’unica concreta certezza di un viaggio su un barcone dismesso e dopo 40 metri a nuoto, un impianto chiamato PalaPentassuglia il teatro 15 anni dopo per una indimenticabile cavalcata in serie A di basket come capitano della squadra. Basterebbe questo per definire la più straordinaria favola sportiva, se non fosse che, come tutte le favole, cela una serie di crudi ed amari passaggi all’inferno di una realtà albanese mai serena.

Trieste ha poca attinenza con Michele Pettene e Klaudio Ndoja, ma capisce perfettamente il significato di essere “sfrattati” dal proprio paese (parole dello Stesso Klod), vive giornalmente la convivenza di diverse etnie, respira le difficoltà di popoli che non si conoscono. Infatti il reale messaggio di questo libro trascende aspetti cestistici: è un invito a tutti a capirsi, a metabolizzare un’esperienza vissuta per capire quanto stupidi possono essere dei pregiudizi, uno sprone ai giovani di sfruttare bene la propria esistenza, credendo in quello che si fa e non mollando alla prima difficoltà.

 

La piacevole chiacchierata:

Pubblicato il gennaio 17, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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