Per la prima volta la Trieste cestistica può pianificare il futuro?

Giovanni Marzini e Mario Ghiacci

Foto Bruni 02.02.16 Giovanni Marzini e Mario Ghiacci

Tantissima gente, circa un centinaio di persone alla conferenza stampa, volti che si ri-affacciano al mondo della pallacanestro dopo un letargo piuttosto lungo, istituzioni, giornalisti e personalità in doppio petto a rendere omaggio al neo Presidente Giovanni Marzini, una figura che, per i più romantici (di cui faccio parte), non può lasciare indifferenti.
Tralascio insensibilmente slanci emotivi dell’ex Presidente Ghiacci e del successore, perché gli appassionati vogliono intravedere sostanza in questo cambio della guardia. Una “rivoluzione” morbida, in quanto è già accertato che la coppia viaggerà sinergica, chi con mansioni più istituzionali (vedi Giovanni Marzini), chi in versione operativa da General Manager (Dario Bocchini saluta) e amministratore delegato. Che elementi possono trasparire da una conferenza stampa di presentazione?
A sensazione, sono tre gli elementi per un ottimismo fondato:
A supporto del nuovo corso vi sarà la competenza illuminata di Bogdan Tanjevic, garante di un progetto con basi solide.
L’azienda Alma-Agenzia per il Lavoro, con un colpo di teatro nella figura dell’ormai onnipresente Gianluca Mauro, conferma la presenza in seno alla pallacanestro locale per la stagione a venire.
A differenza dello stile “low-profile” utilizzato da Mario Ghiacci gli anni scorsi (mai così opportuno ndr.), Giovanni Marzini usa un frasario dal taglio leggermente diverso, e Dio solo sa quanto un giornalista calibri le parole prima di metterle a pubblico giudizio. “Tornare a far sognare Trieste” è una frase che può essere inflazionata, magari da campagna elettorale… ma chi ha vissuto gli ultimi anni fra due canestri, sa che non può che essere un azzardo calcolato.
Si respira fermento, da “Trieste entra in gioco” e nuovi adepti pronti a strutturare maggiormente la compagine, a qualche altra realtà più sottintesa. Insomma, la facciata è la più spendibile degli ultimi anni ma anche la più fuorviante; come sempre saranno i fatti a fare giurisprudenza.
Si è parlato anche di “abbellire” la casa del basket, il Palatrieste; chissà se era un sottile riferimento alla gestione dell’impianto o ad una semplice opera incrementale di adeguamento, magari riportando in auge il discorso museo.
Quello di spudoratamente concreto che Giovanni Marzini ha posto in essere per l’immediato futuro riguarda il coinvolgimento: sin dalla sfida con Recanati c’è bisogno di tanta passione dentro il palazzo, aumentare numericamente i tifosi per spingere la squadra ai play off; non per solo ambizione sportiva, bensì per dinamiche economiche note… tradotto: turni di post season = pareggio di bilancio.
Un sola cosa contesto alla corretta, appassionata e competente presentazione di Giovanni Marzini: lui parla dell’impossibilità di entrare in contrasto con Mario Ghiacci (alla faccia del famelico desiderio di scoop dei giornalisti). Io invece intimamente mi auguro tanti scontri fra le quattro mura societarie, perché dal confronto, anche acceso, derivano grandi progetti.
Un nuovo corso nella Pallacanestro Trieste potrebbe avere inizio, basta non sprecare l’occasione.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il febbraio 6, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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