Cleveland Cavaliers v Houston Rockets
LeBron James

Più di cinque minuti per segnare, Golden State conosce la foga dei “cavalieri” in casa propria: 13 a 2 per cominciare targato James-Irving. Le spaziature e il timing nel gioco offensivo degli uomini di Lou producono giocate per tiri piedi per terra, gli ospiti invece senza la profondità di Bogut sono prevedibili esecutori dall’arco: 24-9. L’uomo marcato da Curry diventa il “bloccante” per pick’n roll con successivi mis match evidenti, Drymond Green sembra una tigre sedata, il primo quarto è una vera e propria esecuzione: 31-11.Kyrie Irving ricama l’ennesima prima parte di match da Mvp delle Finals, senza dubbio fuori dagli schemi ma con un’efficacia degna di nota; qualche fallo non ben consigliato dei padroni di casa tengono Golden State in partita. La panchina Warriors da un senso offensivo alla partita, soprattutto grazie all’energia di Barbosa, -13 sul tabellone e time out Lou. Stephen Curry manda i primi segnali da oltre l’arco, c’è un’aria diversa fra le tavole parchettate, in un amen lo svantaggio si riduce a soli 8 punti; è sempre Kyrie Irving a ricacciare indietro gli avversari, nuova ondata Cavs verso la fine del secondo quarto, chiuso poi 43-59.

Le squadre tornano in campo con energie immutate, sbilanciate a favore dei Cavaliers; la spallata iniziale è un messaggio chiaro sulla volontà di portare tutto a gara 7, 65-43 sulla tripla di Smith. Gli “splash-brothers” provano a ricucire con la tabellino del tre il divario fra le due contendenti, l’intensità difensiva è al massimo ma sul tabellone ancora 72-55. Anche LeBron James al suo meglio spinge con effetti speciali l’Arena e i compagni, ma Thompson è inumano dalla linea dei tre punti (e oltre); terza frazione chiusa sul 80-71. Il “cannibale” LeBron si prende tutti i palloni dell’ultimo quarto (con alterne fortune), il basket dei padroni di casa subisce un’evoluzione evidente, ma soprattutto dalla parte opposta i “pistoleri” hanno registrato la mira: 84-76. Quando il Predestinato stempera la sua onnipotenza cestistica, ci pensano i compagni a dargli man forte (J.R. Smith ndr.), Leandro Barbosa è l’ultimo ad arrendersi nelle fila degli Warriors. L’ “alley-hoop” di LeBron per Thompson è il punto esclamativo a gara 6: finisce 115-101 con l’espulsione di Curry; come voleva Adam Silver, l’America e mezzo mondo… si va a gara 7, I love this Game!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

 

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