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Pagelle Allianz: grazie, Grazulis e grazie…alla difesa. Così Trieste conquista le Final Eight!

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

ANDREA CORONICA, voto: n.g.

MILTON DOYLE, voto: 5/6
Non fa grandi cose, perde come sempre palloni banali ma continua con il suo “low-profile” che tanto si addice al nuovo corso del gruppo. 8 punti con 7 tiri, ma anche 4 assist.

MARCOS DELIA, voto: 6
Un po’ più macchinoso del solito, fatica a prendere ritmo. Lascia giustamente il palcoscenico ad un Upson dirompente, segnando quel poco che passa per le sue mani: 5 punti senza errori dal campo e 5 rimbalzi.

TOMMASO LAQUINTANA, voto: 7/8
Due attributi visibili sino a Monopoli, confusi per scogliere. Nel giorno in cui si trovano orfano in regia di Fernandez e con un fardello di responsabilità grande come una casa, reagisce di carattere: 13 punti, due “lacrime” che si depositano nella retina meravigliose come il capolavoro di Man Ray (“Larmes” ndr.).

DAVIDE ALVITI, voto: 6/7
Sembrava essere entrato in un piccolo tunnel buio, fatto di poche occasioni per mettersi in mostra e rapporti difficili con la terna arbitrale. Segna due triple dal peso specifico infinito e alla fine chiude con una doppia cifra. Giocatore maturo.

MATTEO DA ROS, voto: 7/8
Il tuffo nel primo tempo per recuperare un pallone è la cartina tornasole di uno stato di forma e mentale eccellenti. Difesa da manuale, “octopus” (polpo) indigesto per i lunghi e pseudo lunghi bolognesi. Le statistiche non dicono niente di una gestione intelligente di ogni pallone giocato in fase offensiva.

DANIELE CAVALIERO, voto: 7
Un 37enne sorretto da classe pura, una sorta di “datomizzazione” (barba compresa) che esalta l’esperienza a servizio della squadra. 6 assistenze e 7 punti preziosissimi. Bel regalo di compleanno per Dani.

DEVONTE UPSON, voto: 8
Ma allora il treccioluto giocatore balbettante della prima parte di campionato era il cugino fashion di quello che vediamo adesso. Pazzesca metamorfosi, segna con scioltezza tiri dai cinque metri, difende con gambe veloci sino ai dieci metri, prende rimbalzi e aggredisce il ferro come un pitbull. La forza della serenità.

ANDREJS GRAZULIS, voto: 9
Una prestazione da mettere in cornice e che vale un “hurrà”, scuotendo l’aplombe lettone. 20 punti in neanche 23 minuti, tre soli errori dal campo, 8 rimbalzi, 3 assist e 5 falli subiti, il tutto condito da una difesa rimarchevole.

MYKE HENRY, voto: 4
Incommentabile atteggiamento, svogliato e molle, un campionario di scellerate scelte offensive e disattenzioni difensive. Caro Myke, siediti in panchina e guarda come si vince una partita, perchè nessun giocatore con la maglia di Trieste deve dare nulla per scontato.

DALMASSON, voto: 8
Incomprensibile abbinamento Banks-Cavaliero ad inizio partita, lasciando la squadra senza regia (6 palle perse in un amen), obbligato in parte dall’assenza di Fernandez. Poi ha coraggio nel lasciare in panchina Henry svogliato e Delia meno incisivo di Upson. Per l’ennesima volta conferma che quando vede la sua squadra in crescita, poi si materializza il risultato.