Pecile super ma niente equivoci, arbitraggio e il fascino del PalaDozza

Errata corrige: il peggiore in campo non è Bruno Ondo Mengue

Mannaggia alle cronache consegnate in tempo reale, una frettolosa corsa contro il tempo che non fa altro che far venire a galla la superficialità del sottoscritto. Bruno Ondo Mengue, da me “bacchettato” e insignito del non edificante titolo di peggiore in campo, in realtà ha una scusante più che valida, suffragata dal commento di coach Dalmasson in sala stampa: il ragazzo aveva l’influenza fino alla mattina della partita, un motivo abbastanza serio per avere delle attenuanti. Per cui rivedo il mio giudizio e mi scuso, a questo punto il peggiore è stato Nikita Mescheriakov, ancora alla ricerca di un equilibrio tecnico e di rendimento utile per farlo scendere da questo ottovolante di prestazioni; cosa ben più importante è che Nikita deve ritrovare il sorriso, il linguaggio del corpo del ragazzone è inequivocabilmente di uno che non si è ancora completamente ambientato nella nuova realtà…siccome basket e gruppo ci sono, diamo tempo al tempo!

 

Stop agli equivoci: Pecile grande giocatore ma a Trieste si è fatta una scelta

Risuonano nelle orecchie le odi dei detrattori della Pallacanestro Trieste 2004 nei confronti di Andrea Pecile, triestino “snobbato” in sede di mercato estivo per Ariel Filloy. Tutto è opinabile, ma la scelta di Trieste è stata chiara: lanciamo Michele Ruzzier play titolare, dandogli minuti e senza l’ombra lunga di un pari ruolo importante, prendendo un play-guardia che eventualmente lo supporti (come è Filloy); se tu invece prendi Andrea Pecile e lo vuoi sfruttare per tutte le sua potenzialità devi dare a lui le chiavi in mano della squadra, esattamente come ha fatto Bologna, partendo dal ruolo di play che più si confà al suo estro e la sua esperienza, altrimenti bruci un potenziale. Quindi, facendo un due calcoli, se si vuole lanciare Ruzzier ed eventualmente mettere Pecile in guardia, con Thomas quale terminale principale, cosa ricaviamo dall’operazione? Un “Pec” sfruttato alla metà… allora, la questione è semplice: può essere condivisa o no, ma la scelta societaria questa volta ha fondamento e coerenza, poi il futuro dirà della bontà o meno dell’operazione..

 

Nessuno cerchi alibi, ma il trio arancione è stato un disastro

Pochi secondi di partita, deviazione di un giocatore di Bologna su rimbalzo di Gandini e…palla a Bologna! Comincia così la serata non indimenticabile del trio con il fischietto al PalaDozza, una gestione della gara che ha lasciato perplessi, per più ragioni gravando oggettivamente di più sulla causa giuliana; si fa presto a trarre le conclusioni, inizio con 7 falli a 1 contro l’Acegas in una partita dalla fisicità equivalente, 3 falli in un amen a Filloy e Gandini, colpendo chirurgicamente i reparti più “corti” di coach Dalmasson, quinta infrazione commissionata a Gandini sul 61-64 di Trieste che ha dato il via libera alle scorribande di Andrea Pecile in penetrazione; finale di gara con 13 liberi tirati dai bolognesi contro 3 dei giuliani….qualcosa non torna! A tutto questo mettiamoci delle compensazioni imbarazzanti (pro Trieste, ovviamente) e la frittata è fatta. Coach Dalmasson non si è mai appigliato a questioni arbitrali che, anche per il sottoscritto, sono sempre un ottimo alibi per i perdenti, e la decisa presa di posizione in sala stampa sulla questione un indizio più che credibile di quello sopra descritto.

 

Ah…. il PalaDozza e l’organizzazione

Sarà un ibrido, sarà priva di quella fetta fondamentale di calore della “Fossa”, ma il PalaDozza conserva inalterato il fascino di una cattedrale storica del basket. Tutto fa appartenenza, pubblico al palazzetto con vestiario bianco-blu griffato, fanzine plastificate e complete sulla presentazione del match, addetti ai lavori eleganti e professionali….e in una società dal budget limitato (vedi mercato estivo). Quando ho spesso parlato di “facciata” societaria intendo tutto questo, niente è lasciato al caso e tutto converge in quello che è vendita del prodotto basket; unico gigantesco neo la questione sdoppiamento societario con la Eagles Bologna (ormai defunta), imbarazzante e stucchevole, per il rispetto della storia societaria meriterebbe una veloce e chiara conclusione. Mauro Sartori e la Pallacanestro Trieste 2004 stanno crescendo, stanno cercando di cucirsi addosso un vestito che renda “spendibile” lo spettacolo più amato a Trieste, ma i passi da fare sono ancora tanti, l’importante che si convincano di questo aspetto i vertici e i depositari del vil danaro.

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 26, 2012 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: