Tifoso baskettaro OGM, la passione ancora chiusa in un guscio

Questione di numeri, di intepretazioni….ma la passione?

ogmAnnosa diatriba, coinvolgente dibattito, interpretazioni diverse: tutto questo è quello che gravita attorno alla Pallacanestro Trieste 2004 per quello che concerne il coinvolgimento cittadino, numeri e situazioni che farebbero alzare bandiera bianca a Sigmund Freud. E’ come una forma d’arte, dal punto di vista dello spettatore si possono trarre un’infinità di sensazioni, tutte diverse e soggettive fra loro; così per il basket locale, ora quasi 300 mini abbonamenti per la società sono un successone, per altri un brodino alla campagna abbonamenti. Sgomberiamo il campo da dietrologie un po’ anacronistiche per i tempi attuali: il ritornello “una volta si sarebbe…” non vale per un’epoca dominata da IMU, tasse anche sul respiro quotidiano, priorità, disoccupazione, ecc., è finito anche per lo sport più bello del mondo l’era miliardaria dei Gardini e del Messaggero Roma (grazie al cielo), dei Benetton a Treviso (purtroppo)  e di Stefanel a Trieste (una disgrazia). Tutto questo quindi è equazione neanche troppo difficile: pochi denari poco spettacolo, poco spettacolo meno appassionati.

Tutto di facile decifrazione? Assolutamente no, perché manca una componente essenziale: la passione. Quella per cui ancora non fanno notizia i centinaia di tifosi della “Fossa” fortitudina a Mirandola nell’ultima partita di DNB prima del fallimento, o i 5000 canturini nell’esodo infrasettimanale di Eurolega, o, per restare in ambito locale i 5000 dello spareggio di B2 contro Bassano, tutti esempi che hanno matrice nota, non certo quella economica o qualitativa. In teoria una passione che era parte fondante del dna triestino per quello che concerne la pallacanestro, dna divenuto nel tempo un OGM, organismo geneticamente modificato; ma non è una “base scientifica” accertata, perché se tanto mi da tanto non troveremmo chiari segnali in controtendenza: primo fra tutti la partecipazione attiva allo sport più bello del mondo, numeri in aumenti di mini atleti, tornei non tesserati in proliferazione, tornei estivi con numeri impressionanti. Allora è un “virus” riconducibile alla prima squadra cittadina, quali allora le cause?

Posto che i 3000 spettatori circa di media a partita sono un’eccellenza per la categoria, così come i quasi 300 mini abbonamenti sono degni di nota, ai più appare ancora misteriosa la ritrosia del triestino amante del basket a riempire le gradinate del PalaRubini, con una squadra bella da vedere e che da soddisfazioni. Sulla campagna abbonamenti ne abbiamo già discusso, così come delle ottime idee per migliorarla (vedi appunto i mini abbonamenti), così come si è parlato di una generazione di giovani anestetizzata al culto dello sport a tutto tondo, rincoglionita dietro playstation o cellulari di ultima generazione. Allora il mio punto di vista, come sempre personalissimo ma sincero è che si debba operare in due direzioni: la prima è il coinvolgimento mediatico, in quella forma subdola ma vincente del vendere un prodotto anche scarso come la ricchezza suprema. Mi spiego meglio, senza che nessuno si offenda, la Bavisela che coinvolge una città intera in un moto di entusiasmo e orgoglio cittadino, è oggettivamente una competizione dai contenuti abbastanza modesti, i grandi nomi sono pochissimi ma la macchina organizzativa viaggia a mille; così tutti  si sentono parte di un evento, tutto ruota attorno a quel fine settimana…esattamente come fu per OGNI fine settimana per la “povera” (di danari) Hurligham a suo tempo. Quindi la società Pallacanestro Trieste 2004 dovrebbe operare capillarmente sul territorio per coinvolgere, dalla questione scuole a quella di pubblicizzare una storia importante come quella della pallacanestro giuliana, da rendere il PalaRubini un teatro per appassionati (museo del basket?) a iniziative atte ad alimentare la fiammella di passione nel tifoso. La società deve ASCOLTARE la voce dell’appassionato, nonostante qualcuno la pensi diversamente, deve assorbire esigenze della piazza senza farsi ricattare ma trovando un comune intento, ricordando che paradossalmente il tifoso può diventare il megafono umano a beneficio di un progetto. La seconda direzione è quella educativa: genitori, istruttori e allenatori devono instillare in giovanissime leve il concetto di passione per uno sport, ma non meccanicamente consumando l’oretta e mezza di allenamento, bensì raccontando lo sport, spiegando cos’è un evento sportivo, romanzando la vita di protagonisti che hanno scritto pagine di storia. Sarebbe delittuoso essere privi di iniziativa, il messaggio che arriva all’imberbe ragazzino è piatto come una partita ai videogiochi, solo il sogno smuove gli animi più tiepidi.

Io sono stato giocatore di basket, sono stato ragazzo di curva, sono giornalista sportivo, sono un malato grave di questo meraviglioso sport, ma se sono questo è perché nel mio percorso ho trovato  persone che hanno scatenato questa passione, a tal punto da vedere indifferentemente categorie, personaggi o situazioni, è basket….quindi, è fuoco!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il dicembre 20, 2012 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Belle considerazioni di un appassionato vero!!

  2. Fantastica Hurlingham pallacanestro d’altri tempi con il Dado Lombardi leader carismatico indiscusso, un gruppo coeso che personalmente mi ha fatto sognare con la punta di diamante Rich Laurel persona che ho potuto apprezzare quest’estate grazie all’iniziativa del Tonno – Tonut.
    Rimpianto Stefanel che se fosse stata ascoltata Trieste si sarebbe messa in luce con un prestigioso scudetto leggi Milano dei vari Depol, Fucka, Gentile … giusto per citarne alcuni
    Oggi Trieste può dimostrare tutto il suo valore sudando in palestra e magari non avrà il talento e la solidità di Pistoia, Casale, Barcellona ma a me piace perchè è “operaia” ed il lavoro alla lunga paga sempre.
    Ringrazio mio zio Mario che mi ha fatto conoscere questo meraviglioso sport attraverso suoi quaderni dove c’erano foto di giocatori, statistiche anche l’NBA commentata da Dan Peterson (leggenda vivente).

    Un sogno …. volare a rimbalzo e schiacciata (se vuoi il protagonista sei tu)
    Andrea Loredan

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