Il triestino Massimo Raseni (agente FIBA) fra basket in evoluzione e la sua Trieste

RaseniMassimo Raseni, triestino classe ’62, prima coach per diversi anni e agente professionista di basket dal 2002, nonché agente FIBA dal 2007 con l’agenzia Players Group (per capirci quella che cura gli interessi di Danilo Gallinari); la sua carriera non è fatta solo contatti e relazioni professionali ma vera e propria conoscenza di realtà cestistiche più disparate, dal mondo NBA e universitario americano, passando per quello inesplorato o quasi africano, fino alla conoscenza delle radici cestistiche europee nell’est Europa.

Coach, agente e giramondo della palla a spicchi; come sta evolvendo il basket in Europa in virtù della crisi economica, ma soprattutto il continuo decadimento del basket italico…

E’ evidente che la crisi della pallacanestro italiana è figlia di un momento storico difficile, ma oltre che per ragioni di tipo economico, soprattutto in senso etico e morale, valori calpestati giornalmente. Un esempio su tutti? Gli allenatori, tanti di grande spessore tecnico  e umano senza lavoro o, ancor peggio, messi nelle condizioni di non poter lavorare adeguatamente, con la giusta programmazione. C’è un’ esasperata isteria da risultato immediato, solo coincidenze hanno portato per esempio all’esplosione di Polonara, fino a poco tempo fa relegato in panchina per partite intere. Una “mosca bianca” in tal senso è proprio la mia Trieste: la capacità di un uomo come Eugenio Dalmasson, e la società che l’ha messo nelle condizioni, sta facendo si che in terra giuliana si scommetta su leve giovani come Ruzzier, Mastrangelo, ecc. , a costo anche di dover passare per il percorso di crescita di questi ultimi (ergo, errori e ingenuità). Gioco forza quindi è necessario per il movimento investire sui giovani e FARLI GIOCARE, non per necessità ma per volontà.

Forse uno degli ambiti più colpiti è proprio quello riferito al ruolo di agente: pochi soldi in circolazione e quasi mai garantiti, giocatori a spasso, come la tua agenzia ha deciso di adeguarsi allo stato dell’arte?

Buon viso a cattiva sorte. Sappiamo benissimo che la credibilità italiana negli ultimi anni è crollata, una volta il giocatore americano (per esempio) valutava prima l’offerta dello stivale rispetto alle altre, adesso invece parliamo di diverse nazioni con più appeal, alcune impensabili fino a qualche anno fa. Sappiamo già che lavorare in Italia vuol dire far fronte a ritardi nei pagamenti, o addirittura pagamenti non pervenuti….se in più ci mettiamo quanto sopra descritto, cioè ruoli delegittimati come quello dell’allenatore (è allucinante pensare che un coach prenda 30 mila euro in serie A) o l’assenza quasi totale ormai di figure-filtro come quella del GM o  Direttore Sportivo…  è tutta una questione di CREDIBILITA’ latente, quindi per noi agenti diventa più “sano” lavorare con l’estero.

Hai conosciuto il mondo NBA e quello universitario americano, il mondo africano e quello europeo; c’è ancora una realtà cestistica inesplorata pronta a esporre i gioielli?

Sfruttando anche l’esperienza di campo dei miei soci (Vittorio Gallinari e Forti ndr.), riporto lo stato dell’arte di qualche decennio fa: si andava con la Nazionale in Bulgaria, in Repubblica Ceca, ecc., vincevi di 25-30 punti e tornavi a casa, con la Jugoslavia perdevi quasi sempre e la sfida diretta quasi sempre era con la Spagna. Ora invece la Nazionale se non va al completo in Lussemburgo, rischia anche di fare una figuraccia. Si, perché parliamo di un’evoluzione genetica globalizzata e una filosofia imperante: conta più l’atleta che l’elemento tecnico, quindi gioco forza atleti si possono trovare in ogni angolo della terra, e con le conoscenze attuali (vedi anche mezzi di informazione), poco o nulla viene trascurato.

A proposito si società sull’orlo del fallimento (scongiurato, per ora), triestino itinerante ma sempre triestino di nascita: come vedi la situazione all’ombra di San Giusto, e soprattutto come la vedono da fuori Trieste?

La Pallacanestro Trieste posso confermare che gode ancora di grande considerazione nel resto d’Italia, una società ben organizzata e seria, un impianto degno di nota e tanta passione; certo, c’era tanta preoccupazione per quello che si è letto, tutti hanno interesse a far si che Trieste rimanga nella geografia cestistica che conta, per cui un possibile fallimento veniva visto come un grosso problema. Fatemi dire però una cosa che non ho digerito, e che fra l’altro ha letteralmente scosso addetti ai lavori come Corbani, Capobianco, Danna: come può in tutto il Friuli Venezia Giulia esserci solo una, e dico una! realtà U19 d’Eccellenza (Pordenone ndr.)? stiamo scherzando? Federazioni e corsi, allenatori e ore di palestra…c’è ancora voglia di giocare a pallacanestro da parte dei giovani? Gli allenatori trasmettono passione? Io ho fatto 250 Km per seguire a Cuneo un clinic di padre e figlio allenatori: Franco e Giuliano Stibiel. Un maestro come Franco Stibiel ha catalizzato l’attenzione di tutti parlando e figurando di come si difendeva al Ricreatorio Padovan, con la dialettica e la mimica unici e entusiasmando la platea; nel suo modo di intendere la pallacanestro l’essenza di quello che significa insegnare la pallacanestro attraverso il gioco.

Domanda da un milione di dollari: come si convince un investitore a supportare un progetto cestistico destinato “a perdere” (economicamente parlando)?

Difficile ragionare con l’egemonia imperante del calcio; sono però convinto in un coinvolgimento territoriale, un’ identificazione, un “pride” sotto il segno di un marchio riconoscibile, come può essere l’alabarda. Questo modo orgoglioso di appartenere ad una comunità, ad un progetto, ad una società può senz’altro convincere imprenditori a supportare una causa in cui la gente crede veramente. Tutto questo ovviamente gestito da figure professionali competenti (e più inclini all’interesse comune piuttosto che al proprio) e da una campagna di marketing creativa atta a stupire.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 17, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Le ultime tre righe sono illuminanti sui problemi di Trieste

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: