Fra contestazione e orgoglio, Brescia espugna ai supplementari il PalaRubini

ACEGAS APS TRIESTE – CENTRALE LATTE BRESCIA 71-80

Vince chi doveva vincere, ma forse nella serata in cui l’Acegas Trieste si ripresentava al proprio pubblico senza Thomas e Brown, la vittoria è stata di entrambe le formazioni. Quintetto base Acegas Aps Trieste con Ruzzier, Filloy, Coronica, Mescheriakov e Gandini, risponde coach Martelossi con Fernendez, Jenkins, Giddens, Barros e Cuccarolo; forte polemica a casa Trieste, la curva lancia soldi finti e volantini espliciti contro la società, pur tifando dal primo minuto per i giocatori in campo. Inizio orgoglioso come prevedibile dell’Acegas, vantaggio 3-0 dopo quasi tre minuti di contesa; rompe il ghiaccio Giddens per la compagine bresciana e sorpasso con Jenkins. Si segna poco e Trieste fa fatica a trovare credibili tiri, però la difesa basta e avanza per tenere un match in equilibrio: 4-5 (Gandini 4 punti ndr). Brescia mette sul piatto della sfida atletismo sopra la media, Jenkins e Lombardi volano oltre le teste dei giuliani che fanno il possibile, finale di prima frazione sul 9-13 per gli ospiti. Tante distrazioni da parte ospite con palle perse inopinatamente, pero l’Acegas indigena non riesce a produrre punti, 11-16 su tripla di Brkic; si sveglia Mescheriakov con due conclusioni in proprio e un canestro in esitation di Mastrangelo riporta avanti i biancorossi sul 17-16. Brescia fa fatica a leggere il match, poca continuità rende il gioco mono marcia, sempre e solo i coloured danno la spinta per muovere il punteggio con estemporanee soluzioni; bel momento di basket vivace e fisico a metà frazione, inerzia che cambia di padrone un paio di volte e con le squadre in bonus cominciano le gite in lunetta: 25-25. Zona per gli ospiti che produce discreti dividendi, primo break e squadre all’intervallo sul 26-32. Terzo fallo di Brkic commissionato a inizio terza frazione, ma la macchina bresciana sembra aver calibrato i giri, 26-34 con facile lay up di Giddens; però è destino che questa sia la partita dell’orgoglio giuliano, impersonificato dall’esordiente Coronica, tripla sua e di Filloy e meno 2 e time out Martelossi; Giddens decide che è meglio mettersi in proprio, ottime conclusioni regalano un nuovo break di 0-8, chiuso da tre liberi di Carra. Ancora un’Acegas che non ci sta, lotta come fosse l’ultimo pallone della propria esistenza, purtroppo però è una coperta corta, tanta verve difensiva non corrisponde poi a produzione offensiva, si chiude la terza frazione con allungo: 41-50. Ultimi dieci minuti che iniziano con un canestro per la storia, Davide Cantarello dalla sua “mattonella” (tiro libero ndr) esalta il competente pubblico del PalaRubini; la sensazione comunque è che Brescia sia in controllo del match, le armi spuntate giuliane non fanno male, vantaggio 45-56 a 6 minuti dal termine. Quinto fallo anche di Mescheriakov appena scaldato da un gioco da tre punti, come dire che se non piove…grandina in casa Trieste; cinque minuti per dimostrare ancora una volta che l’Acegas non lascia nulla di intentato per applausi convinti degli spettatori; finale con brivido, Carra mette la tripla per il meno 2 e pallone conquistato da Filloy, time out Martelossi sul 58-60 a 1 e 11″ da giocare; 2/2 di Filloy e inferno al PalaRubini, azione successiva con fallo guadagnato da Fernandez: 2/2 e nuovo vantaggio ospite a 41 secondi dal termine. Ancora 2/2 di Filloy, canestro in area di Brkic, replica di Filloy e canestro annullato a Barlos (al sottoscritto pareva valido, anche se 4 decimi non sono sufficienti a produrre una ricezione ed un canestro) sulla sirena, supplementari. Stanche le gambe dei giocatori di Dalmasson dopo il poderoso recupero nel finale dei tempi regolamentari, Brescia sfrutta il bonus triestino blindando punti dalla lunetta: break pesante e 64-69. Jenkins con una tripla fantastica fuori dai giochi “uccide” il match, finisce 71-80 per il tripudio dei tanti tifosi bresciani che hanno raggiunto il capoluogo giuliano, per i ragazzi di Dalmasson solo una standing ovation di tutto il PalaRubini, a dimostrare che il risultato non è tutto.

 

Il migliore: Michael JENKINS (Centrale del Latte Brescia)

Il più continuo, meno evidente sul campo da basket ma più concreto, ha intelligentemente  raccattato punti fondamentali dalla lunetta sul bonus avversario e piazza la tripla  della vittoria.

 

Il peggiore: —

 

Arbitri: i sig.ri MASI, MORETTI e CHERBAUCICH voto 5

Qualche fischio sbagliato e alcune sviste hanno condizionato l’arbitraggio della terna arbitrale, nel finale dei tempi regolamentari per fortuna non è il triestino Cherbaucich a sentenziare il canestro non valido di Brescia, altrimenti ci sarebbe stata la caccia alle streghe… 

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 27, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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