Contestazione, i valori rimasti e il male oscuro

La contestazione: non si salva nessuno della società, allenatore e squadra si

Era preannunciata ed è arrivata puntuale; premetto che il sottoscritto non cadrà nella logica ormai imperante dell’interpretazione mediatica, né aprirò un dibattito sul tema (perché qualcuno evidentemente trarrebbe improprie conclusioni), ma semplicemente riporterò i fatti. Ad inzio match sono stati distribuiti migliaia di volantini con 500 euro false e con ritratti i “colpevoli” (secondo i tifosi) della situazione in Pallacanestro Trieste 2004; poi una sparata di coriandoli particolari, cioè con mini banconote da 100 euro piovute dalla curva, e infine striscioni eloquenti come “noi viviamo di sogni, sentimenti e passioni voi di bugie e false illusioni”, oppure “siete solo quattro buffoni, il Palatrieste ve lo urla: dimissioni!”. I toni si sono fatti pesanti poi con l’incedere del match, con affronti “faccia a faccia” fra il Presidente Rovelli e parte della curva, nonché fra alcuni giornalisti e la curva stessa. Per il resto è totale trasporto per i protagonisti del campo, incitamento costante e caldo per trascinare il gruppo ad un’impresa, svanita di un nulla; “veri uomini, valorosi guerrieri sempre al vostro fianco oggi più di ieri” recitava uno striscione, e la standing ovation finale è rappresentazione migliore di quanto nulla sia stato scalfito nel rapporto fra pubblico e squadra.

Valori, la parte sana della Pallacanestro Trieste 2004

A domanda specifica, risposta convinta: “coach, un allenatore costruisce nella propria testa un progetto, lo coltiva lavorando ogni giorno con elementi che costruiscono una chimica di squadra; poi d’improvviso vengono tolti i pezzi principali a questo meccanismo…mai pensato di dare le dimissioni?”, la risposta di Dalmasson “no, ho troppo rispetto di questi ragazzi, non potrei mai voltare le spalle e un gruppo che mi da grandi soddisfazioni. Anzi, io rilancio aumentando il numero di allenamenti e avendo ben chiaro il percorso per farli crescere…”; ecco, questa è la dimostrazione del perché la squadra con Thomas e Brown era un grande gruppo con grande identità, e ora orfana degli stessi, ha intatti questi sani principi. Se la società è incistata ormai in un sistema politico rissoso che non porta che negatività anche in ambito sportivo, la parte sana di chi lavora per il prodotto basket è quanto di più eticamente valido oggi a Trieste. Faccia lo sforzo il pubblico e il folto gruppo di appassionati di accalorarsi per chi merita considerazione, al di là della qualità dello spettacolo, perché forse in un’epoca attuale fatta di arrivisti e calcolatori, imbattersi in qualcosa di più elevato è raro!

Esigenze pro futuro, tutti coinvolti

Partiamo da quello che dovrà essere un “must” per il futuro Acegas Aps: Ariel Filloy e Nikita Mescheriakov dovranno contribuire da “stranieri” alla causa biancorossa, tradotto in cifre almeno 15 punti a testa e tanta leadership, per non far diventare la coperta corta un filo interdentale da 45-50 punti globali. Infatti, quando il gaucho ha messo a posto la mano e Nikita ha preso confidenza con la partita (fino a quel sanguinoso quinto fallo), la squadra è tornata a ridosso di Brescia…non è un caso. Poi tutti gli altri, non come un’accozzaglia di giocatori ma come parti TUTTE utili a far muovere l’utilitaria (non più la sportiva di qualche settimana fa) a disposizione di coach Dalmasson; perché Mengue e Fall anziché Tonut e Urbani? Non si facciano distinzioni, penso che l’unico indicatore serio per l’utilizzo domenicale dei ragazzi sia la settimana di allenamento, null’altro….perchè se tanto mi da tanto allora non avremmo visto per 27 esaltanti minuti Andrea Coronica. Per cui, ora, niente dietrologie o polemiche a tutti i costi.

Il male assoluto: la politica nello sport

comizio-2Gira e rigira e poi scopri che il male ha matrice comune: la politica. Il dopo Stefanel è caratterizzato da questo male nemmeno troppo oscuro, lo sport come becero mezzo per arrivare a scopi personali. Anche questa volta sembra che tutto si riconduca a questioni risalenti al primo fallimento del 2004, un botta e risposta per mosse da scacchisti consumati che sembra aver avuto un’impennata negli ultimi mesi. Troppe cose infatti non tornavano nelle ultime vicende baskettare, da assenze illustri al PalaRubini e sponsorizzazioni tolte all’improvviso, da dolorose scelte di tagliare gli americani avendo pagato fino all’ultimo centesimo tutti gli addetti ai lavori, fino a espliciti riferimenti ad angherie fra parti del cda con indiretto interessamento del sindaco Cosolini. Non farò il suicidio giornalistico di addentrarmi nello specifico anche perché conosco un minimo la politica ed è un ginepraio da cui non riuscirei a districarmi, quello che è certo è che prima lo sport si disintossicherà di questo agente inquinante e prima tutto tornerà ad avere logiche sportive, complesse ma sportive. E con questo per dire che il Presidente Luigi Rovelli potrebbe essere l’ultimo dei colpevoli….

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 29, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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