Proposte ed interpretazioni, si apre una nuova fase per il basket a Trieste

Dentro le parole, quello che si e’ e non si e’ voluto dire

donna-sussurra_600x398Il confronto, il miglior strumento fra persone civili atto a COMUNICARE qualcosa, non indottrinamento o visione parziale poi venduta al popolo. Infatti le posizioni probabilmente resteranno le stesse, pur considerando che da idee differenti possono nascere scenari futuri costruiti assieme, quello e’ che indiscutibile e’ che i signori Luigi Rovelli (Presidente), Fulvio Degrassi (Amministratore delegato) e Mauro Sartori (General Manager) hanno messo la faccia, e questo di per se e’ un motivo di lode. Non posso esimermi dopo la “fredda cronaca” in pillole di tracciare un personale punto di vista che, come tale, dev’essere preso, anche questo analizzato per punti salienti.

Tempi e situazioni: la “matrice politica”

L’entrata a scoppio ritardato di Luigi Brugnaro (caldo gia’ a giugno, e non per questioni di stagione), l’improvviso desiderio da parte di realta’ imprenditoriali di supportare il progetto basket nel momento in cui tutto e’ difficile e cupo; non ci sono spiegazioni logiche se non in una chiara mossa di matrice politica. In pratica e senza fronzoli si e’ voluto dare un segnale forte, vedi la dolorosa rinuncia a Jobey Thomas e Brandon Brown, per poi attuare le mosse pronte sullo scacchiere da tempo; non chiedetemi il perche’ di tutto cio’ fatto sta che e’ cosi, pur considerando che la cosa e’ stata smentita.  Dopo la cessione degli americani e’ quindi cominciato una sorta di anno zero…

Il futuro, tanti personaggi per quanta moneta sonante?

Sempre la mera conta del salvadanaio: per il prossimo anno servono 600 mila euro da reperire, rispetto a qualche mese fa allo stato delle cose non cambia la sostanza se non in una decina di migliaia di euro d’ingresso del signor Luigi Brugnaro e con la sponsorizzazione Umana sulle lunette del PalaRubini, e i soliti intendimenti di 4 sponsor (per ora senza nome), piu’ importanti che generosi (al momento). Di certo bisogna dare atto a questa societa’ negli anni di aver sempre fatto quadrare i conti, senza registrare gestioni dissennate; semplicemente l’ “errore” di valutazione di questa stagione risiede in tre elementi: tasse ENPALS piombate sul bilancio, un patto fra gentiluomini non mantenuto in sede estiva di sponsorizzazioni e una valutazione ottimistica riguardante la campagna abbonamenti. La credibile proiezione poteva dare 1500 abbonati in Legadue, una rigida offerta alla citta’ e onestamente una risposta freddina della stessa hanno causato un buco di circa 600 persone paganti in meno.

Il futuro penso che sia garantito per il basket a Trieste, senza voli pindarici ma sempre nella seconda serie nazionale, qualora si attuassero interessanti idee sulla carta ipotizzate in merito alla valorizzazione di giovani del territorio, ma anche di territori limitrofi, allora si potrebbe vedere del buon basket al miglior rapporto qualita’-prezzo.

La torre di Babele chi la governa?

Luigi Brugnaro, Paolo Francia, Claudio Boniciolli, e chissa’ ancora quanti “nomi forti” all’interno della societa’ di basket triestina; la domanda sorge spontanea, chi comandera’ o perlomeno chi tirera’ le fila del discorso?

Sono uomini dotati di una certa personalita’, con delle idee chiare e difficilmente allineabili, il vero percorso ad ostacoli per il futuro sara’ trovare un progetto che accontenti tutta questa schiera di architetti, perche’ fra chi propone Bonamico e Lardo e chi propone collaborazioni con la Reyer Venezia la forbice diventa molto ampia, forse troppo?

Gestione del PalaRubini, una delle chiavi possibili a Trieste

Ormai e’ assodato e finalmente sottoscritto che il “pozzo” giuliano da cui attingere linfa monetaria e’ asciutto o quasi; una delle poche azioni da compiersi pro futuro potrebbe essere proprio quella prospettata dal Presidente Rovelli di prendere in gestione il PalaRubini, un modo come un altro di rendere la casa del basket un buon veicolo di guadagno (ovviamente con eventi extra cestistici). Sarebbe una svolta anche utile per attuare quella che e’ una mia battaglia da sempre, cioe’ rendere una struttura architettonicamente valida in una CASA DEL BASKET triestino, un luogo dove qualsiasi appassionato di pallacanestro possa respirare in simbiosi con l’intorno, un forte senso di appartenenza con il teatro cittadino della palla a spicchi come fu Chiarbola.

Intanto la squadra e’ in partenza per Ferentino, serenamente conscia di un futuro che potra’ esserci, con il legittimo orgoglio di rappresentare una citta’; non si deve ridurre tutta la passione sportiva a rapporti di forza su un campo di basket, la dignita’ non ha categoria. In senso piu’ generale il futuro del basket a Trieste non DEVE passare per la redenzione presentando al pubblico qualcosa di fuori scala come una serie A, ma attraverso un’ ONESTA proposta fatta di scelte oculate in sede di mercato, con il comun denominatore dell’investimento sui giovani (di qualsiasi estrazione), per contro ottenendo uno slancio di fiducia da parte del VERO appassionato di pallacanestro giuliano, lo stesso che riempiva i gradoni di Chiarbola sventolando i colori nero-verdi per tifare un manipolo di triestini e due fuoriclasse. Per fare tutto cio’ naturalmente imprescindibile una parola cardine: COMUNICAZIONE.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il febbraio 9, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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