Da Megabasket la risposta di Matteo Boniciolli

Ritengo corretto giornalisticamente riportare, seppure non indirizzato direttamente al sottoscritto ma a Megabasket, pubblicare la risposta esaustiva di coach Matteo Boniciolli sulla rottura fra la Pallacanestro Trieste 2004-Basketrieste e l’Azzurra Team del Direttore Sportivo Franco Cumbat; altresì specifico che Franco Cumbat, contattato, al momento non vuole rilasciare dichiarazioni in merito.

Direttamente dal Kazakistan, colui che ha guidato con forza e convinzione la politica societaria della Pallacanestro Trieste in questi ultimi anni ha voluto replicare, per par condicio, alle dichiarazioni rilasciate da Azzurra: “inizio con una premessa: fra me e Franco Cumbat, come persone, non c’è alcun inasprimento dei rapporti ed anzi, nello scambio di corrispondenza via e-mail che abbiamo avuto finora il clima è sempre stato di reciproca stima e collaborazione. Il tutto parte dall’accordo fra Pallacanestro Trieste ed Azzurra Trieste, che coinvolgeva le annate 1992-1993-1994: come forse non tutti sapranno, l’accordo era che la Pallacanestro Trieste si vedeva girare tre giocatori all’anno provenienti dalla Under 17, in cambio di danaro. Al termine del prestito biennale, c’era la possibilità per noi, pagando, di riscattare il cartellino del giocatore, se questo era d’interesse per la prima squadra, oppure c’era la libertà di farlo tornare alla società d’appartenenza, come ad esempio è successo con Spanghero che è rientrato alla Servolana. Fra i giocatori che sono entrati nel nostro giro d’interesse c’era anche Stefano Bossi (playmaker classe ’94, oggi in Legadue a Trento ndr): il giocatore, però, non è mai venuto in Pallacanestro Trieste; da parte nostra, continuiamo a versare la cifra accordata, soldi che comprendevano anche la quota relativa a Stefano Bossi. Durante l’estate 2012, BaskeTrieste, ovvero l’entità che mette i soldi che noi giriamo all’Azzurra viene a domandarmi giustamente che cosa abbiamo intenzione di fare con tale questione e io mi rivolgo a Franco Cumbat per capire che tipo di proposta possa fare la loro società per risolvere questa situazione, il tutto in un clima sereno e collaborativo. Non abbiamo ottenuto alcuna comunicazione da parte di Azzurra fino a marzo, quando è stata recapitata in sede una lettera del loro presidente dove si reclamava il pagamento del cartellino di Stefano Tonut: certamente noi eravamo in ritardo di un mese e mezzo in questo pagamento, ma della questione legata a Bossi, per il quale continuavamo a versare soldi a fondo perduto non si è più parlato”.

La questione si fa dunque più approfondita ed è proprio il “caso-Bossi” che continua a tener banco, come conferma Boniciolli: “il problema grave è che, appena l’11 marzo, il presidente dell’Azzurra ci ha comunicato che dal momento che si avvicina il termine di scadenza del rilevamento del cartellino di Bossi, a maggio eventualmente verrà fatta una proposta a noi per risolvere tale problema. Questo non mi sembra un rapporto di pari dignità fra le due società in questione”.

L’argomento legato all’inasprimento dei rapporti fra le due società, però, non si ferma qui: “il secondo problema è legato al Team98, ovvero la supersquadra che abbiamo voluto fortemente in estate, legata alla collaborazione con Don Bosco e Jadran. Faccio un ragionamento: lo scorso anno lo Jadran faceva il secondo campionato dei nati nel 1998 e in estate ha mandato due elementi della sua squadra da noi. Ora, questi ragazzini sono stati chiamati in nazionale: questa è la prova che si diventa giocatori lavorando duramente in palestra, con uno staff di alto livello e con allenamenti di qualità contro i migliori della categoria. Io penso che, piuttosto di lasciare dei ragazzi a fare le “stelline” in quattro/cinque squadre della città, segnando quaranta punti con trenta tiri e non difendendo nemmeno per sbaglio, forse è meglio costituire un gruppo dove i migliori di diverse società si uniscono e competono fra di loro durante la settimana, alzando il livello qualitativo di lavoro e migliorando di seduta in seduta. Lo Jadran ed il Don Bosco ci ha seguito in questo pensiero, l’Azzurra no perchè vuole conservare la sua identità: ognuno fa le proprie scelte, ma è evidente che il nostro lavoro sta pagando, se nei confronti diretti siamo riusciti sempre a migliorare il nostro rendimento con il passare delle giornate. Ed anzi, vi dirò di più: stiamo già lavorando per proporre alle società di fare il Team99 il prossimo anno: questo per rispondere a chi diceva che avevo voluto questa squadra solo perchè c’è mio figlio nel roster”.

A chi diceva che i rapporti fossero già “stridenti” durante l’estate, dopo l’esodo dei giocatori classe 1993 e 1994 che nell’ultimo biennio avevano costituito l’ossatura della formazione Under 19, Boniciolli replica in questa maniera: “anche qui vado a chiarire la situazione. Noi, per fare un campionato Under 19 Eccellenza abbiamo speso trentamila euro: abbiamo disputato una finale nazionale modesta, per cui decidiamo in estate di non fare la squadra. Qualcuno ha sentenziato che abbiamo lasciato a piedi dei ragazzi di 18-19 anni: io dico che semplicemente li abbiamo fatti tornare con i piedi per terra e che abbiamo cercato di fare il bene della società, visto che spendere quella cifra per un team senza un giocatore futuribile non ci era proprio possibile. Mi viene difficile pensare che qualcuno di quel gruppo potesse giocare in serie A come, ad esempio, faceva il figlio di Gentilealla sua età: parlo di un giocatore che a 18 anni ha segnato ventelli nel massimo campionato. Vorrei capire perchè noi dobbiamo spendere trentamila euro per tenerci in casa elementi che non sarebbero stati in grado di rinforzare la prima squadra”.

Alla fine, la chiusura è arrivata, con uno scambio di e-mail che però Boniciolli vuole rendere dettagliato: “quello che voglio precisare, a conclusione di tutto? A chiudere il rapporto fra le due società non sono stato io. A me è arrivata una e-mail da parte di Cumbat dove mi si annunciava l’interruzione della collaborazione, dal momento che non si avvertiva più, da parte loro, quel calore che c’era stato all’inizio dei nostri rapporti: il tutto in un clima assolutamente disteso e sereno, di dialogo fra due persone che si stimano e si rispettano. Rimane, di fondo, una questione aperta: il fatto che l’Azzurra ha continuato a percepire soldi da parte nostra per un giocatore, Bossi, che non ci è mai arrivato. Scelta legittima da parte del ragazzo, che ha voluto percorrere altre strade: ma invece di chiarire questa situazione, ci è stato chiesto prima il pagamento di un altro giocatore. Quando noi abbiamo chiesto spiegazioni, ecco che a sentire Azzurra i rapporti si sono incrinati: ripeto, non mi sembra che si stia operando in un clima paritario e se c’è stata una società da cui è partita la decisione di chiudere la collaborazione, quella società non siamo certamente noi”.

Pubblicato il marzo 15, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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