I soliti noti, un trio da tregenda e il futuro

I soliti noti…in campo

Tutto come da copione, una squadra più strutturata sulla carta come la Biancoblu Bologna e un’armata Brancaleone priva di americani e con una defezione decisiva dell’ultim’ora come quella di Marco Diviach, proprio il giocatore più atteso alla partita dell’ex. C’è solo una nota stonata nel canovaccio consueto, il primo tempo dell’Acegas Trieste non all’altezza; poca fluidità in attacco, Mescheriakov intestardito a fare l’ “uno contro tutti”, e in generale un’apatia difensiva mai registrata prima d’ora. Come sempre però la partita in casa Trieste è lunga, a tal punto che alla fine traccia spunti degni di nota: Michele Ruzzier is back! Una prestazione convincente a dir poco, autorità e piglio giusto, anche brani difensivi su Pecile competenti e comunque la freschezza vista ad inizio campionato; ci voleva una prestazione del genere per sbloccare il talentino di casa Trieste. Poi Massimiliano Fossati, già importante a Forlì e ora davanti al proprio pubblico; entra in campo e sembra l’imberbe ragazzino spaesato in una partita di Legadue poi, man mano che i minuti scaldano il ragazzone, si fa trovare negli scarichi per punti importanti e difensivamente convince a tal punto coach Dalmasson da guadagnarsi ampio minutaggio, anche a scapito di Mescheriakov. Ultimo e non ultimo Andrea Coronica, il panzer di casa Acegas che nella partita contro Bologna mette in faretra un ulteriore arma: il rapinatore d’area alla Filippo Inzaghi; si, ormai non c’è rimbalzista avversario che possa dormire sonni tranquilli finchè c’è lui nei pressi…. se poi è in coppia con Mastrangelo, allora son dolori!

Un trio di fischietti stonatissimo, ma ormai non fa più notizia

DSC_8068Rimango sempre della teoria che una terna di bipedi con il fischietto non possa decidere una partita di pallacanestro, e probabilmente non lo hanno fatto nella specifica sfida fra Trieste e Bologna. Però è anche vero che la pallacanestro è sport di situazioni, di attimi e anche di fischi che possono perlomeno condizionare il risultato; non cadremo nella trappola della facile equazione brutto arbitraggio-sconfitta per Trieste, bensì faremo un discorso ben più ampio: si era già denunciato nelle prime uscite biancorosse senza i due americani come l’atteggiamento, a prescindere dai fischi, dei giudici con il fischietto, sia sembrato proporzionato alla smobilitazione in casa triestina, con punte di svogliatezza e superficialità indisponenti. Solo in presenza del commissario l’attenzione stranamente è salita e, guarda caso, le prestazioni sono state sopra la sufficienza. In ogni ambito della propria esistenza, quando si gravita ad alti livelli, è decisivo avere sempre un approccio serio e adeguato, la concentrazione deve partire dal riscaldamento (forse anche dai giorni prima della partita), dando così continuità nel corso dei quaranta minuti che contano. Purtroppo superficialità vuol dire anche prendere con leggerezza un qualcosa per cui si sa di non pagare più di tanto, i tre fischietti saranno regolarmente su qualche campo di Legadue le prossime settimane, patiranno (forse) qualche rimbrotto dalla stanza dei bottoni e tutto si ricondurrà alle sentenze FIP a carico della società di basket triestina, in ammende pesanti e forse anche la squalifica del campo. Ribadiamo a gran voce quello che i sordi non vogliono sentire: rispetto incondizionato ai protagonisti, altrimenti non si da credibilità al sistema!

Il futuro potrebbe essere….rinnovabile!

Abbiamo detto e manteniamo la promessa: comincia l’analisi giornaliera o quasi sul futuro societario che aspetta la massima espressione del basket regionale; la situazione non è dissimile a quanto prefigurato in precedenza, con possibili investitori locali (di piccolo cabotaggio) un po’ più intiepiditi dal progetto, un investitore importante ma con quote di minoranza come Luigi Brugnaro (almeno lui presente economicamente), e qualche potente realtà all’orizzonte. Contatti avviati e nulla di concreto, si parla anche di una realtà del centro-sud Italia gravitante nel mondo delle energie rinnovabili, intenzionata a mettere sul piatto cifre importanti a tal punto da togliere diverse castagne dal fuoco alla società del Presidente Rovelli. I tempi sono veramente stretti, per progettare è necessario una tempistica adeguata, la speranza è tutta racchiusa in elezioni regionali che calamitano di per sé l’attenzione di molti, una vicenda del Porto Vecchio che, seppur dannatamente imbalsamata, ancora genera, in proiezione, grandi interessi economici. Staremo a vedere, in teoria l’unico segnale positivo a prescindere è che, qualunque di questi soggetti parta dal presupposto di libri contabili in regola, la società triestina ha sempre garantito in tal senso e ne ha fatto motivo di vanto, per cui….

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il marzo 25, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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