Dignità, le sfumature di un capolavoro e un solo uomo possibile

 Sotto le volte del Palatrieste un concentrato di dignità

Manca 1 minuto e 29 secondi al termine della partita contro Casale Monferrato, l’ultima della stagione al PalaTrieste, e tutto il pubblico spontaneamente si alza in piedi per tributare il più lungo e convinto applauso all’Acegas Trieste versione 2012/13. In questa immagine c’è tutta la dignità di chi sta dalla parte della ragione:

In primis lo staff e la squadra, straordinariamente inclini al dovere professionale nonostante tutte le vicissitudini occorse durante l’anno, gettando il cuore oltre l’ostacolo quando gli ostacoli erano sempre più alti e frequenti sul cammino; il totale rifiuto di qualsiasi ancora di salvataggio chiamata crudamente “vittimismo”, la sinergica predisposizione a fare quadrato quando tutto sembrava perduto.

La dignità degli appassionati, privati di tante cose e soprattutto della chiarezza societaria; anni di oblìo nelle serie minori avevano schiuso le porte per un nuovo prodotto più accattivante, con giocatori “stranieri” e di conseguenza un livello più consono al passato cittadino. Anche in questo caso, privarsi di tutto ciò avrebbe creato un’insurrezione popolare, con legittime pretese di risarcimento; nulla di tutto ciò, la desertificazione non c’è stata e il tifoso vero ha capito come veicolare le proprie passioni verso chi comunque onorava la maglia. Alla sirena del quarantesimo minuto contro Casale, la stessa dignità con cui ci si è alzati in piedi per applaudire i protagonisti della stagione, si tramuta in orgoglioso grido: non si disperda quello che si è costruito, Trieste non può perdere la pallacanestro, soprattutto adesso che ha trovato solide fondamenta!

Eugenio Dalmasson, Stefano Comuzzo, Matteo Praticò: i timonieri di un capolavoro (fra le righe)

DSC_8332Il merito tecnico di queste tre competenze a servizio della Pallacanestro Trieste 2004 sono evidenti nei risultati, sia a livello di successi in singole partite che nel gioco espresso, il basket “di sistema” voluto da Dalmasson e supportato dagli assistenti è stato un mix di spettacolo e aggressività; ma in questo caso voglio parlare di aspetti che subliminalmente suggeriscono il capolavoro confezionato a Trieste. Il primo aspetto è il fine per cui queste competenze sono state messe alla guida della squadra: risultati facendo crescere i prodotti locali del vivaio. Bene, l’ “era dalmassoniana” è costellata di imberbi cestisti che hanno esordito nelle varie categorie, siano DNA o Legadue e, a mia memoria ma son convinto di non sbagliare, nessuno si è trovato impreparato all’appuntamento. La sublimazione di un percorso d’inserimento è avvenuta quest’anno, in cui oltre a rendere Fall, Mengue, Ruzzier, Coronica, Urbani, Tonut, Fossati, ecc. degli ottimi complementi al gruppo, si è riusciti a farli diventare protagonisti. La seconda analisi è riconducibile alla sostanza che in questi allenatori fa tutta la differenza del mondo; ho sempre diffidato di chi batteva la mano sul petto sotto una curva o chi aizzava le folle come artificio a una struttura debole, e nel caso in questione fa piacere confermare questa teoria (in senso contrario): la sobrietà con cui questi professionisti hanno gestito le situazioni prediligendo l’essere più che l’apparire, preferendo alla pratica comune dello “scarica barile” il lavoro a testa bassa in palestra, uscendo dai teatri delle partite come figure invisibili per lasciare la vetrina ai propri giocatori. Ma non c’è freddezza in tutto ciò, non è un caso che coach Dalmasson ha atteso la fine (o quasi) del proprio operato per stringere le mani ai tifosi con sincera sensibilità e in forma di ringraziamento….. il valore di persone tutta sostanza.

Un uomo solo può evitare l’irreparabile

Parliamoci chiaro, al di là di considerazioni legittime dei tifosi post partita contro Casale, tutte indirizzate ad un cauto ottimismo per il futuro, razionalmente unendo i tasselli di un puzzle poverissimo, c’è da preoccuparsi per il futuro della prima società cittadina di basket; un ulteriore segnale inquietante è il rompete le righe TOTALE dato a staff e squadra il 5 Maggio, liberando appartamenti e legami con la società del Presidente Rovelli. Sempre armati di squallida crudezza dobbiamo dire che solo un folle potrebbe pensare che in 30 giorni il sig. Mauro Sartori (che sia chiaro, non diventi un capro espiatorio per la società!), al di là del contatto avviato con gli abruzzesi, riesca a trovare sponsor tali da coprire sti benedetti 200 mila euro mancanti. C’è solo un uomo quindi che può credibilmente colmare questo gap: il sindaco Roberto Cosolini. Passi la legittima idiosincrasia al mondo palla a spicchi dopo le vicende vissute con il fallimento del 2004, la lettura corretta dovrebbe portare a pensare che la Pallacanestro Trieste 2004 non è uno sfizio cittadino, ma una RICCHEZZA locale, esattamente come il Castello di Miramare, il Porto Vecchio, ecc. Il sindaco ha il dovere di conservare una tradizione che esalta la città di Trieste, che dal dopoguerra è sempre stata un punto di riferimento nazionale; solo Cosolini (per il ruolo, non certo per obblighi istituzionali) può reperire in poco tempo quei danari necessari per la sussistenza del prodotto basket, basta adoperarsi con convinzione; anche perché, troppo spesso ci si dimentica, lo sport ad alto livello è straordinario veicolo mediatico al movimento, per la crescita sotto l’egida sportiva di giovani ragazzini. L’aspetto sociale propedeutico è un ulteriore motivo per alimentare una delle poche cose che in città hanno credibilità nazionale.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 29, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: