Motivi per credere nel miracolo….

Tot motivi per credere nel miracolo

 

CREDIBILITA’

SALVIAMO-IL-BASKETSe un sondaggio neanche troppo distante dalla realta’ porrebbe il 90% circa degli appassionati di basket in una posizione di totale scetticismo nei confronti dell’attuale societa’, l’approccio e’ diametralmente opposto rispetto ai promotori; questa gente volonterosa ha le armi della CREDIBILITA’, la credibilita’ di qualcuno che abbiamo avuto accanto in palazzetto, che ha patito, ha gioito, si e’ arrabbiato esattamente come noi. Per questo motivo snobbare l’iniziativa sarebbe come snobbare la propria passione, mortificare sul nascere qualcosa per cui piu’ avanti ci si potrebbe pentire amaramente; si accorge di quanto uno tenga ad una cosa quando questa manca….allora si faccia solo un attimo mente locale e si immagini anni di palestrine di provincia, sfregi alla storia come la gara 5 contro Bassano e via discorrendo, verra’ di conseguenza una convinta adesione all’iniziativa salva-pallacanestro.

LA PIU’ BELLA STORIA D’AMORE

Spiriti romantici, di materiale per sublimare la propria inclinazione emotiva ce n’e’ a iosa: vi immaginate romanzo piu’ bello di quello scritto nella propria citta’, in cui la gente, il popolo che ama la palla a spicchi si stringe sinergicamente attorno alla propria ricchezza cittadina? la squadra che si formerebbe sarebbe caricata da uno spirito fuori dal comune, povera ma dannatamente orgogliosa, trascinata da un pubblico caldo e numeroso stretto attorno alla PROPRIA creatura. La storia della pallacanestro in citta’ e’ quasi sempre stata caratterizzata da percorsi tortuosi e dolorosi ma da una passione infinita, nessuna stagione sarebbe piu’ motivante di quella nata con il salvataggio della Pallacanestro Trieste 2004 da parte dei cittadini!

VALICARE I CONFINI, LA PASSIONE NON HA BARRIERE

L’organizzazione e’ stata magnifica in poche ore di tempo; il calore verso una tradizione cittadina questa volta non e’ vincolato da paletti logistici. Infatti, la possibilita’ di pagare tramite bonifico l’abbonamento e’ quindi democratica operazione per chiunque volesse supportare il progetto. Sono gia’ arrivate risposte da fuori Trieste e dall’estero in tal senso, segno che il tam tam mediatico ha sensibilizzato proprio tutti i tifosi. L’invito e’ anche ai protagonisti del passato, giocatori e addetti ai lavori che avessero ancora a cuore l’alabarda, di sostenere il tentativo di rianimare quella che e’ stata anche la loro casa professionale ed emozionale.

SCONGIURARE LA VENDITA DEI DIRITTI

Un altro incipit importante per acquistare un abbonamento per salvare il basket a Trieste?

Troppe voci ormai arrivano al sottoscritto di “vendita dei diritti”, una prassi ormai consolidata nella labile struttura dello sport moderno e nel basket in particolare, spauracchio per chiunque amasse i sani principi dei meriti sul campo. Fatto sta che mentre il popolo giuliano sta faticando per un ideale, ci potrebbe essere gia’ un pre-accordo di massima per la vendita dei diritti di Trieste, destinazione Udine o Treviso (piu’ orientata a Casale). Non occorrerebbe dire altro, vincere questa battaglia a suon di abbonamenti rappresenterebbe il virtuale strappo a contratti per cedere la grande passione cittadina.

ESISTERE PER PROVARE A RILANCIARSI

Mantenere la pallacanestro a Trieste, e quindi la seconda serie nazionale, coinvolgendo tante persone, e’ un’operazione di “sussistenza sportiva”; mi spiego meglio, come gia’ sottolineato dal sindaco Roberto Cosolini, lo sport di livello in una realta’ economica attuale cittadina e’ un lusso, per cui e’ necessario fare piu’ sacrifici del solito. L’operazione di salvataggio quindi non e’ nient’altro che una bombola di ossigeno ad un paziente agonizzante, prossimo alla fine. Pero’ e’ anche vero che il coinvolgimento popolare in un anno di tempo, con questo grande slancio iniziale, potrebbe convincere entita’ imprenditoriali locali e non ad investire per il futuro, ben sapendo di avere un bacino d’utenza attento e numeroso. I numeri e l’entusiasmo da soli possono non essere sufficienti a reggere l’impianto economico, ma possono sensibilizzare quello ancora di “umano” che arde sotto pelle di un commerciante.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il maggio 25, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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