A che gioco stiamo giocando?

pokerUn delirio totale, le burrascose acque in cui naviga il basket locale assumono di giorno in giorno connotati piu’ sinistri, in cui la logica delle dichiarazioni non segue piu’ un tracciato coerente; l’unica certezza e’ lo straordinario lavorio del manipolo di promotori, insieme a Andrea Saule e Mauro Sartori per far crescere l’iniziativa “un abbonamento per salvare il basket a Trieste”. Pian pianino si stanno convincendo tutti che la parte piu’ sana della pallacanestro locale risiede nella spontaneita’ del popolo di appassionati, la sottoscrizione di una tessera come l’unica via per tener stretto quanto di piu’ caro e’ stato vissuto nelle ultime stagioni sportive.

Il resto e’ teatro dell’assurdo, a partire dai pres….opposti dei reggenti del basket locale: il sindaco Cosolini che garantisce ai promotori dell’iniziativa popolare che si opporra’ alla vendita dei diritti, mentre contemporaneamente in un’altra parte della citta’ alcuni esponenti del cda parlano dei primi giorni di giugno per vendere i diritti. Anche le date sono opinabili, chi parla del 15 Giugno alla chiusura della campagna abbonamenti di supporto e chi i primi del mese per tracciare una riga e fare un bilancio.

Non parliamo poi di personaggi che entrano ed escono dalle voci di corridoio come in una porta girevole d’hotel: Luigi Brugnaro, patron Reyer Venezia, prima entra con 10 mila euro nel cda, poi sembra affievolire la propria presenza dopo la trattativa con gli abruzzesi svanita, per poi tornare sulla bocca di diversi addetti ai lavori, nelle ultime ore, in qualita’ di “salvatore della patria”; il gioco a “nascondino” non convince, perlomeno in virtu’ di interessi relativi a Trieste del numero uno veneto.

A volte ritornano….suggerito nel bel mezzo di una trattativa reale o meno, anche l’ex GM Mario Ghiacci rispunta con insistenza nella giostra giuliana baskettara, fra contatti politici e butade imprenditoriali.

Se qualcuno avesse la codifica di questo intricato codice a barre ce lo faccia sapere, perche’ nessuno capisce piu’ nulla. La razionalita’ disegnerebbe un quadro molto simile all’ “urlo” di Munch per forza espressionista: tradotto, tempi ristrettissimi, risorse relative e poca vitalita’ in ambito politico-societario. Lo stato emotivo invece degli addetti ai lavori sembra celare una incomprensibile speranza nel futuro prossimo, senza concrete basi e proprio per questo difficile da capire: i giocatori che si abbonano invece di cercare altra destinazione, coach Dalmasson che tiene un sottile legame con Trieste, Mauro Sartori senza casa ma proteso a lavorare indefessamente sul pezzo…perche’ in questo stato di cose?

Ci sarebbe poi una pista romantica aperta da qualche settimana, prima presa in considerazione, poi fatta scivolare nell’indifferenza, di questi tempi e per quanto sopra descritto, illogica normalita’.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il maggio 30, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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