Banchi scudettato, ultimi giorni di iniziativa e dimissioni possibili del cda?

Luca Banchi, uno scudetto figlio della gavetta

Ci sarà stato un minimo di imbarazzo in più di qualche triestino nel vedere l’ex coach della Telit Trieste stagione 99/2000 e 2000/2001 alzare la coppa come Campione d’Italia. Si, perché risuonano ancora forti i fischi (e purtroppo qualcosa d’altro) di quella infausta partita casalinga contro Cantù, in cui il coach toscano chiudeva un’avventura agro-dolce, straordinaria l’annata precedente e nefasta quella successiva con un emblematico 5-19 nel computo vittorie-sconfitte. La schiera di appassionati già allora si è divisa in maniera inequivocabile, chi riteneva Banchi inadatto vedendolo gestire i giocatori nelle partite, chi lo riteneva uno dei primi cinque d’Italia vedendolo allenare in palestra; purtroppo la memoria corta non ha reso nella giusta maniera i meriti di un coach capace di trascinare una neopromossa ai play off con un basket divertente e redditizio ad un importante decimo posto(certo, avere Maric, McRae e Rowan aiutava…). Semplicemente in quell’occasione la società ha fatto una scelta inevitabile visto il clima: le ruggini avute anche con alcuni giocatori (vedi le quasi mani addosso in Svizzera con Dioumassi) e il Palatrieste stavano diventando pesanti; da quel momento l’umiltà di un allenatore intelligente di ripartire a fari un po’ più spenti ma in una società seria e strutturata, costruendo la rinascita passo dopo passo fino alla consacrazione di uno scudetto strameritato, anche perché sofferto. Luca Banchi sarà apprezzato per l’integrità morale, per capirci la stessa che lo faceva parlare della sua amata Livorno e dei successi nelle giovanili quando era a Trieste, e di Trieste in maniera stra-benevola quando era a Siena; non sarà uno che si batte il petto sotto la curva, e per lo stesso motivo lascia Siena nel momento più dolce….controcorrente!

Società: perché non si dimette il cda?

418563925BandieraBiancaNon voglia essere un titolo populista, ma una semplice riflessione a voce alta. Tirando le somme, già i tempi sarebbero maturi per definire un ciclo sportivo concluso per i vertici societari, alla luce dell’immobilismo attuale e del reperimento nullo di risorse, nel momento più difficile degli ultimi 9 anni, direi che gli stessi attori protagonisti stiano issando bandiera bianca. Dunque, scagionando ovviamente Luigi Brugnaro in quanto ultimo arrivato e forse il più propositivo nel voler dare una mano alla società giuliana, i restanti elementi del cda si sono divisi, chi a cercare di vendere i diritti (eticamente non indimenticabile come mossa), chi ha lanciare trattative mai concretizzate e chi a fare vacanza; lo stesso sindaco Roberto Cosolini ha ormai delegittimato di fatto i vertici, dando credito solo all’iniziativa dei tifosi. Chi è stato la Pallacanestro Trieste 2004 in questi mesi? Il dottor Claudio Boniciolli (per contatti personali atti a reperire soldi), il signor Mauro Sartori e l’addetto stampa Andrea Saule, operativi e dinamici nel provare a scuotere l’ambiente. Allora è una bestemmia caldeggiare le dimissioni del cda? In un sol colpo si produrrebbe un effetto dirompente sulla nutrita schiera di tifosi “oppositori del sistema”  e un nuovo capitolo per ri-strutturare l’organigramma societario, con la benedizione del sindaco: is possible?

Ultimi giorni dell’ iniziativa “un abbonamento per salvare il basket a Trieste”

Ormai gli appelli sono inutili, tutta la città di Trieste sa di questa eccellente iniziativa spontanea e popolare per salvare lo sport più caro in terra giuliana, siamo alle battute conclusive (forse) di una faticosa cavalcata. Già parlato della vittoria morale a prescindere da qualsiasi cifra, in proiezione è possibile anche parlare di vittoria numerica: si viaggia verso le 800 sottoscrizioni, in pratica gli stessi abbonati della scorsa stagione, senza la spinta emotiva della gara 5 contro Chieti con promozione in Legadue e senza i comodi tempi di allora. La chiamate allora sconfitta?

Nessuno  è cieco e sordo di fronte all’obiettivo maximo delle 2500 sottoscrizioni, ma è necessario ragionare razionalmente, senza deliri impossibili da confermare nei fatti; chi ha fatto l’abbonamento deve sapere che fattivamente è stato parte integrante di un tentativo di salvataggio, chi invece non l’ha fatto, come già espresso a titolo personale, farà comoda filosofia spicciola (a Trieste ci sono centinaia di docenti in materia). Per ragioni di privacy non posso citare le persone, ma un paio di affezionati lettori hanno bonificato alcuni pagamenti per supportare il progetto vivendo a Roma da alcuni anni, e quindi solo e unicamente per una passione viscerale. Questa è quello che esplicita in modo inequivocabile il senso di APPARTENENZA!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il giugno 21, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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