Indelebile come un’istantanea: Conrad Mc Rae vive!

Conrad, un volo troppo alto e le ali spezzate

mcraeUn paese senza memoria è un paese che non ha futuro, e una città che non ricorda la propria storia è una città senza fondamenta. E’ così nuovamente a dover scrivere nel silenzio di una mattina di luglio, senza cercare lo scoop o esporre chissà che illuminate dissertazioni cestistiche, solo unicamente per fermarsi un secondo in più in nome di Conrad Bastien Mc Rae, giocatore a dir poco elettrizzante che ha vestito le maglie di mezza Europa; in Italia quella della Fortitudo Bologna (con finale scudetto) e Telit Trieste, l’ultimo viaggio prima del dannato capolinea, avvenuto su un campo da basket, il suo habitat naturale, ad un training camp degli Orlando Magic, nel lontano 2000.

Strana la storia dell’uomo divenuto mito nei playground newyorkesi: universitario di Syracuse, ha trovato proprio nei campetti in cemento la sua NBA, quel sogno sfiorato tante volte e mai esaudito. L’ultima istantanea triestina felice che ricordi Conrad è fuori dalla Palaeur di Roma dare il “cinque” ad ognuno dei 200 e passa tifosi giunti da Trieste in un turno infrasettimanale per la decisiva partita di play off, vinta poi. Prima e dopo momenti di triste consapevolezza, un viaggio interlocutorio da medici americani e la notizia dello stop obbligato per problemi cardiaci; contro il destino cinico e baro, in nome di quello che amava assieme alla fidanzata Erika che stava per sposare, ha voluto consumare la propria esistenza con la palla a spicchi fra le mani.

Vita breve ma da raccontare, Conrad Mc Rae può dire di aver volato come Icaro, di essere stato un illusionista come “mangiafuoco” alla gara delle schiacciate (depositando due palloni infuocati nel canestro), di aver fatto impazzire migliaia di tifosi di tutta Europa; infatti, tutte le lacune tecniche lui le bilanciava con una spettacolarità fuori del comune, con una dose di “actor studio” degna di un consumato personaggio hollywoodiano.

13 era il suo numero di maglia, 13 sono gli anni che la pallacanestro vive orfana di un grande giocoliere; la curva del Palatrieste e una targa all’ingresso dello stesso ricordano Conrad Mc Rae, un uomo che è andato sempre di corsa, come quella volta in tangenziale poi con macchina finita nel fosso, quando era ancora fortitudino, ma anche un uomo che stava rallentando alla fine della carriera per rimettere a posto alcune cose lasciate in sospeso: doveva sposarsi l’estate stessa della morte, il fato evidentemente ha deciso che tutto questo era troppo “normale” per un uomo che volava senz’ali.

Un solo secondo basta, un’immagine, un canestro o una schiacciata….

Conrad vive!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il luglio 10, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Mangiafuoco chi è, Mangiafuoco chi è, il suo nome è Conrad Mc Rae … Per sempre nel cuore come il primo giorno …

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