Ricerca della follia in un mondo di omologati

La passione non e’ piu’ requisito indispensabile?

camicia_di_forza-700217Sempre piu’ di frequente ci si trova in due distinti luoghi per trattare argomentazioni di pallacanestro: quello della stanza dei bottoni di societa’ sportive e quello del bar sport, denominatori comuni con un linguaggio pero’ completamente diverso. Che lo sport abbia perso umanita’ lo avrebbe capito anche un eremita chiuso in una grotta, che i professionisti e addetti ai lavori si siano distanziati anni luce dai fruitori della palla a spicchi era anche un’ evidente realta’; che pero’ gli stessi lo abbiano fatto anestetizzando sempre di piu’ la propria passione, allora e’ un fatto ben piu’ grave.

Piu’ mi interfaccio con addetti ai lavori a basso-medio-alto livello e piu’ vedo entita’ robotizzate dal sistema, persone spesso voltate di spalle al campo di gioco (tanto quello che e’ racchiuso nel rettangolo parchettato e’ superfluo), uomini dall’encefalogramma piatto; attenzione, ovviamente non parlo di allenatori e giocatori, per cui ancora si capta sulla pelle il calore del “sacro fuoco”, bensì di vertici dirigenziali e figure societarie. Risuonano ancora nelle orecchie le parole illuminate di Maurizio Gherardini, proprio a Trieste per un interessante incontro, per cui a certi livelli (NBA su tutti) il basket e’ business, per cui e’ anche normale, mentre la TUA squadra gioca una partita di regular season, ritrovarsi a cenare con impresari per parlare di contratti e moneta sonante. Allora perdono sempre piu’ efficacia figure caratteristiche agli occhi della gente come quelle dei Presidenti invasati, sopra le righe ma dannatamente coinvolgenti a livello comunicativo, GM abbarbicati in posti improbabili dei palazzetti a consumare l’ultima parte di fegato rimasta.

Certo, la crisi economica sbiadisce tutti i colori della passione sportiva, inibisce ogni tentativo di scommessa folle, osare non e’ piu’ una strada per il successo; ma siamo sicuri che una contro-tendenza non riavvicini la gente a una delle poche realta’ che non ha contro indicazioni come lo sport? Se fino a questo momento la “rivoluzione in doppio petto” del basket ha portato alla crisi del movimento, a emozioni sopite e palazzetti semi vuoti, non sarebbe il caso di varare un nuovo corso povero ma arrembante emotivamente?

Il dramma e’ che il quadro sopra esposto si sta allargando a macchia d’olio anche nelle societa’ “minori”, quelle che annoverano decine e centinaia di ragazzini possibili giocatori futuri; l’orticello a difendere ad ogni costo, l’apparire prima che l’essere, battaglie a suon di “giocate sporche” per accaparrarsi la carcassa di un imberbe ragazzino talentuoso. Non e’ possibile registrare sempre piu’ frequenti attacchi da parte di genitori o addetti ai lavori integralisti verso societa’ vicine, prese di posizioni imbarazzanti per uno spaesato mini cestista che vorrebbe soltanto gettare la palla in un canestro. Dopo vi lamentate se un giorno questi mandano a quel paese lo sport piu’ bello del mondo per prendere in mano una playstation?

Alle volte ho voluto immergere questo quadro di stampo espressionista-decadentista nella realta’ triestina, spesso lasciando insoluti i quesiti balzati alla mente; ma forse una risposta c’e’, il perche’ della mala-gestione societaria degli ultimi decenni potrebbe essere frutto di una conseguenza di quanto sopra detto.  La politica ha preso il sopravvento rispetto l’ organizzazione sportiva?  No, l’organizzazione sportiva si e’ “politicizzata”, con tutti i crismi del “salva-poltrona” a tutti i costi e della vendita di fumo a profusione per imbonire il folto gruppo di stolti appassionati.

E allora vedo vecchi (in senso superlativo del termine) dirigenti di societa’ locali guardarsi negli occhi con aria interrogativa, chiedendosi del perche’ dei mutamenti dell’era moderna sportiva, condividendo poco o niente e rimanendo a bocca aperta nel vedere i propri colleghi come mutanti che magari fino a qualche anno prima sembravano “umani”….

E allora vivo ingenuamente nel sogno di trovare in un eremo sperduto lontano qualche magnate fuori dal tempo capace di emozionarsi ancora per un semplice canestro, di scommettere con programmi ambiziosi, desideroso di attorniarsi di competenze passionali “senza portafoglio”, in pratica un manipolo di folli per una citta’ nuovamente malata di pallacanestro!

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il luglio 15, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: