Due verità allo specchio

Dalmasson-societa’, due verita’ opposte…ma pur sempre verita’

edgar-rubinPossono due principi agli antipodi avere fondamento di giustezza in egual maniera? La risposta e’ si, dipende qual e’ il punto di vista; coach Eugenio Dalmasson e la societa’ sono le due entita’ in questione, e l’argomento mira dritto alla questione “chiusura del roster”.

Principio incrementale dalmassoniano

Eugenio Dalmasson e’ un allenatore che ha vissuto la realta’ triestina, ha cresciuto i giovani virgulti ed ha perfettamente il polso emotivo del gruppo. L’evoluzione del progetto iniziato con i talenti locali ha necessariamente bisogno, secondo il coach, di un propellente rappresentato dai due americani, da subito, magari anche con una certa dose di esperienza. Perche’ questo? Perche’ il giovane, da un lato ha bisogno di avere un punto di riferimento, dall’altro lato deve nutrirsi del sacro fuoco della competizione con colleghi molto piu’ dotati cestisticamente (si spera); solo cosi si puo’ sperare nel miglioramento incrementale del singolo in funzione del gruppo. Un altro elemento a rafforzare la tesi di far sacrifici per portare i due americani e magari un italiano di solidita’ nel reparto lunghi va nella direzione di mandare un messaggio alla citta’: in regime di rinnovamento societario, sull’onda dell’entusiasmo emotivo dei 1237 abbonati a scatola chiusa dell’iniziativa popolare a supporto del basket locale, cominciare la stagione sulla falsa riga di fine scorso anno potrebbe destabilizzare l’ambiente, anestetizzarlo nuovamente riportandolo alla simil depressione di qualche mese fa, peccato mortale anche in vista di un inizio di calendario gia’ importante per Trieste.

Principio conservativo societario

Il Presidente Mario Ghiacci e tutto l’entourage e’ stato sin troppo cristallino nel rimarcare le conditio secondo cui operare in regime di totale austerita’: non si faranno spese extra budget e le situazioni di mercato andranno monitorate a medio-lungo termine, una chiara scelta strategica in funzione di un mercato che potrebbe aprire presto i “saldi” di inizio stagione. Le ragioni del coach sono state ben comprese e sottoscritte da un certo punto di vista, ma ora come ora non c’e’ una scelta nell’agire, ma una necessita’. Per cui certo sara’ l’arrivo dell’americano a breve (uno in prova gia’ a giorni) e un possibile italiano di esperienza, poi il resto verra’ calibrato nel divenire. E’ un principio secondo cui tutti hanno rinunciato ad una parte economica per la causa, in cui anche le felpe e i giubbotti per lo staff vanno tarati al minimo indipensabile, in cui trasferte ed alberghi avranno un’impronta “studentesca” (con pizza al taglio in pullman) piu’ che da viaggio di nozze. Patti chiari insomma.

Per fortuna che ci sono due comuni denominatori che coniugano perfettamente il verbo “venirsi incontro”: dialogo e unione d’intenti in nome della Pallacanestro Trieste 2004. In pratica il compromesso sta, da parte della societa’, di mettere nella condizione il proprio coach di avere i migliori giocatori possibile alle condizioni temporali richieste; qualora questo non fosse possibile….l’allenatore andra’ incontro alla societa’, accettando la realta’ delle cose, magari facendo spallucce (e perche’ no, imprecando) ma lavorando convintamente sul materiale umano in palestra; del resto, tutto si puo’ dire, non che Dalmasson abbia vissuto esperienze al timone dell’Acegas con tutti i comfort del caso, e la station wagon divenuta utilitaria della scorsa stagione ha pur sempre viaggiato forte….

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il agosto 21, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Nella didascalia della foto sotto l’indice “RISPOSTE AL LETTORE” Tonout-Robinson … e che è? Un nuovo fondamentale del basket? Mi ha fatto venire in mente una radiocronaca da Livorno a inizi anni 80 – Tonut era ancora ancora a Trieste – in cui il radiocronista locale battezzò il nostro Alboreto Tònut (sic!) … perdona le puntualizzazioni (eliminale pure) e avanti con il sempre ottimo lavoro e la grande passione.

  2. Urge tagliafuori sull’apostrofo … seconda riga🙂

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