Considerazioni sull’Italia, la paura di svegliarsi di colpo…

L’Italia non ha neanche tempo di godere….

3785616662_47cc8e2396Mentre scrivo queste considerazioni, la maggior parte dei lettori sarà a conoscenza del risultato nel secondo impegno della Nazionale di Pianigiani contro la Turchia, per cui quanto scritto potrebbe essere alimento per una tesi diametralmente opposta (qualora le cose andassero male). Ma come tutti, viene spontaneo far parte del miglioncino di allenatori sparsi per la penisola…

E’ vero quello che si dice della Russia: compagine indebolita dalle assenze pesantissime, macchinosa e fuori forma, senza un’idea di gioco se non fosse per quell’illuminato docente nel ruolo di play che è Shved. E’ anche vero però che proporzionalmente le assenze italiche avevano un peso specifico notevole, in primis per l’asse play-pivot(?) rappresentato da Hackett e Bargnani, poi per un concentrato di leadership, personalità e talento come quello di Danilo Gallinari (il Kirilenko nostrano ndr.).

Sull’espressione tecnico-tattica, ingloberei senza mezzi termini il 90% delle squadre del pianeta, monotematico gioco con continui pick’n roll e isolamenti per i giocatori più rappresentativi; da questa “aridità” ed eredità dell’era moderna però l’Italia ha tratto enorme giovamento. Marco Belinelli e Gigi Datome da soli hanno calamitato l’attenzione di almeno tre avversari, suggerimento neanche troppo velato alle mani educate dei due per scarichi e tiri “piedi per terra” dei compagni. Poi, diciamola tutta fino in fondo, ci sono quelle serate ispirate a dir poco, le penetrazioni con “lacrima” del Beli e i tiri in “step-back” di Datome hanno sentito solo il dolce frusciare del cotone.

Un’altra coperta corta è rappresentata dal reparto lunghi: Marco Cusin è stato la Dea Kalì del pitturato, presente difensivamente e attento sugli scarichi offensivamente, ha fornito una prestazione a tutto tondo che però consuma tante energie, e si gioca già a pranzo del giorno dopo!

Cosa aspettarsi dalla sfida con la Turchia del “nostro” Boscia Tanjevic? (ahi…il “pendolino” e le previsioni…prevedo materiale per il pubblico ludibrio)

Innanzitutto la naturale legge cosmica dell’equilibrio universale, una serata felice dei nostri e quella infausta dei turchi per forza di cose potrebbe trovare fisiologico bilanciamento. Mentalmente due forze contrastanti animeranno la truppa capitanata da Turkoglu: da un lato l’incazzatura epocale per una sconfitta contro la Finlandia impensabile alla vigilia, dall’altro il peso di non poter più sbagliare nel cammino europeo; viceversa la squadra di Pianigiani è più rilassata, e questa condizione è un po’ come il diavolo e l’acqua santa: da una parte ti porta a giocare sciolto e con discreti dividendi balistici, dall’altra rammollisce la verve agonistica tipica delle sfide senza ritorno, con risultati conseguenti per una squadra senza esagerato talento.

Di certo, necessario in un match entro le 24 ore, attingere maggiormente dalla panchina per trovare forze fresche, ed è là che probabilmente vedremo definitivamente di che pasta è fatta questa Nazionale, due big con complementi attorno o una squadra monoblocco con un obiettivo comune?

Ai posteri l’ardua sentenza….

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il settembre 5, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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