Arriva Ryan Hoover, tempo scaduto per Hicks
A tirar la corda poi si spezza…. Michael Hicks si è giocato il contratto con Trieste (evidentemente ritenuto modesto), l’ultimo tassello del roster Pallacanestro Trieste 2004 sarà Ryan Hoover, 39enne dall’Illinois. Proviamo a fare un onesto confronto fra le due scelte papabili, i pro e contro di una decisione.
RYAN HOOVER
Il lato positivo macroscopico risiede nel suo passaporto comunitario, belga, utilissimo a liberare un visto “straniero” all’occorrenza. Giocatore d’esperienza (39 anni sono una docenza di pallacanestro), tiratore purissimo e uomo che può fare le veci di Michele Ruzzier in playmaker; il suo ruolo va a coprire uno spot di “apri scatole” che serviva, guastatore di difese a zona e discreto pericolo con la palla in mano. Con Ryan non mancherà l’uomo da ultimo tiro, anche della disperazione, e se entra “in striscia”….dolori per tutti!
Non un difensore arcigno, elemento forse troppo inquadrato tatticamente per una squadra da combattimento; in questo contesto il sistema dalmassoniano avrà una leggera falla in termini di aggressività e fisicità. Inoltre, se Dalmasson cercava nel nuovo giocatore un elemento uno e trino, capace di fare diverse cose, Hoover non è così, pur essendo un’assoluta garanzia. L’arrivo il 9 ottobre è puro dramma per preparare, non tanto l’esordio con Trento, quanto la seconda di campionato, già scontro diretto a Imola.
MICHAEL HICKS
Giocatore totale, punti, rimbalzi e leadership a discapito di una carta d’identità anch’essa non verdissima. Il suo utilizzo nella squadra di Dalmasson avrebbe in un sol colpo limato il gap in termini di canestri (15 ad allacciata di scarpe sono comodi…), di rimbalzi e di straordinarie letture cestistiche per prendersi falli a favore e accondiscendenza arbitrale. Leader possibile di uno spogliatoio, vincente.
Basterebbe registrare la sequenza imbarazzante di pretese e scuse per scoraggiare chiunque all’operazione, un giocatore che non sposa la causa spontaneamente, non può immergersi in una realtà da combattimento. Troppo simile ad Harris e quindi spesso a rischio “danger zone”, due cestisti attaccanti nello stesso spot e la collisione è assicurata, o se non c’è collisione c’è eclissi di uno sull’altro. Anche lui non un difensore da leggenda.
A prescindere da questa “aria fritta” esplicitata per un ballottaggio che non c’è, l’importante per la Pallacanestro Trieste 2004 è avere la guardia dell’Illinois prima possibile, farlo entrare nella chimica del gruppo e renderlo un’arma decisiva sin da subito (o quasi); dispiace che questa scelta rischi di chiudere le porte all’inserimento di Alessandro Scutiero, giocatore che ha dimostrato di essere valido complemento nella squadra di Dalmasson, uno dei migliori in pre-season. Ma non è detto…
Intanto questa sera respiro di serie A: arriva al Palatrieste con inizio alle 20.15 la Grissin Bon Reggio Emilia, forte compagine della massima serie in vetrina a casa Trieste. Un’occasione per gli appassionati di vedere ottimo basket e di cominciare quella lenta educazione al campionato, mai come quest’anno da vivere tutto d’un fiato.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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