La cronaca scritta per l’Adige

(Articolo scritto per il quotidiano l’Adige di sponda trentina)

PALLTS 2004 – AQUILA BASKET TRENTO 57-91

Will Harris

Will Harris (foto A.Cervia)

Vola con circospezione l’Aquila trentina sopra i cieli giuliani, studia la preda per 20 minuti per planare ad inizio ripresa e finire l’esanime carcassa triestina, partita come vittima sacrificale e dimostratasi tale nell’arco dei quaranta minuti. Quintetto base per Trieste con Ruzzier, Tonut, Harris, Diliegro e Candussi,  risponde coach Buscaglia con Forray, Triche, Elder, Baldi Rossi, Lechtaler; cavalleria pesante dei trentini per abusare del ruolo sguarnito dei padroni di casa, con Lechtaler subito protagonista in area pitturata. Difficolta’ di Forray ad arginare l’esuberanza fisica e il talento di Ruzzier, gia’ con la squadra in mano dalle prime battute: 15-8. Secondo pesante fallo di Triche, ma per contro Trento investe a lungo termine gravando Candussi e Diliegro di due infrazioni; emorragia trentina con quota 8 fissa sul tabellone, time out riparatore di Buscaglia prima di guai peggiori. Tre triple per uscire bene dal minuto con Forray e due di Elder, in un battito di ciglia l’Aquila torna a contatto, prima frazione conclusa sul 21-17. Impatto di Baldi Rossi ad inizio seconda frazione, colpendo dall’arco e sotto canestro, vantaggio esterno con mini parziale di 0-5; non c’e’ inerzia nella partita, squadre che non sfruttano momenti favorevoli e l’equilibrio regna sovrano: 28-26. Beneficiate dalla lunetta per Poltroneri e soci, con Trieste in bonus molto presto, non incide invece la zona ordinata da Buscaglia, lenta nelle rotazioni; Diliegro e’ il testosterone dei padroni di casa, punti e tanta fisicita’ a rimbalzo, ma Elder decide che e’ il momento di mettersi in proprio per caricare la squadra al recupero, un segnale prima della tempesta nel terzo quarto. Letture non perfette dei trentini su mis-match favorevoli e aggancio mancato prima dell’intervallo, chiuso sul 40 a 38 per la Pallacanestro Trieste 2004. “Elder-time” ad inizio ripresa, 7 punti di pregiata fattura conditi da un’affondata, e Trento con un parziale di 2-17 mette subito la freccia del sorpasso e un break importante; Pascolo e Lechtaler occupano l’area difensiva costringendo i triestini a tirare senza costrutto da fuori, parziale che si dilata a meta’ frazione e punteggio sul 42-55 con time out inevitabile di coach Dalmasson. Trieste fa di tutto per agevolare la difesa bianco-nera, passaggi prevedibili facile preda per Triche e soci, transizioni rapide offensive dei bianco-neri scavano un solco numerico e mentale quasi decisivo sulla tripla con fallo dello stesso Forray; esce il play di Buscaglia per leggero infortunio ma la macchina ormai e’ oliata a dovere, il break della frazione e’ imbarazzante (4-33), ultimi dieci minuti per l’archivio statistico sul punteggio di 44 a 71. Quando e’ ispirato BJ Elder sembra che scherzi con gli avversari, in ogni centimetro quadrato di parquet e con soluzioni delle piu’ svariate, i suoi 19 punti con dieci minuti da giocare sono l’esplicita dimostrazione di una leadership conclamata; teste leggere e mani educate, l’Aquila si esibisce in una sessione di tiro, con protagonisti sempre diversi: 46-82 e notte fonda a Trieste. I minuti scorrono e Trento passeggia come fosse sul lungomare barcolano, entra anche Molinari per godere dell’abboffata, finale 57-91  e esordio di campionato bagnato con vittoria esagerata. Ora, che Trieste senza Hoover non fosse il test piu’ attendibile era prevedibile anche alla vigilia, pero’ come e’ maturato il successo e per le proporzioni coach Buscaglia e gli aficionados arrivati fino a Trento possono sorridere al futuro, ambizioso e carico di aspettative.

Le interviste

Il “pompiere” Buscaglia arriva sereno e senza far trasparire esagerato godimento dopo l’esaltante successo in terra giuliana: “alla fine del primo tempo ho detto ai miei ragazzi che non stavamo giocando male, ma che serviva qualcosa in piu’ per far nostra la partita. Abbiamo subito l’esperienza di Carra e Diliegro per buona parte del match; quando pero’ abbiamo capito che stringendo le maglie difensive e recuperando palloni per canestri facili si poteva trarre discreti dividendi, ecco materializzato il parziale del terzo quarto decisivo”. Quanto e’ utile avere in un processo di crescita dei giovani un leader indiscusso come Elder? “Elder e’ indubbiamente il nostro leader, aiuta a colmare il gap di inesperienza che ancora abbiamo, ma preferisco ragionare in termini di squadra e di letture all’interno della partita; su questo dobbiamo ancora lavorare tanto”. Onestamente, con un fragoroso inizio, coach Buscaglia si e’ fatto un’idea di dove puo’ arrivare la sua Trento? “sinceramente no, non conosco ancora i valori del campionato e non so’ dove il nostro percorso di crescita ci puo’ portare; come a Trieste, prima capiremo che 10 palloni recuperati sono 10 palloni tolti agli avversari, e prima avremo un’identita’ forte e vincente”. In sconfitte di questa entita’ invece poco c’e’ da commentare sul fronte avversario con coach Dalmasson: “sapevamo di essere indietro nel progetto tecnico-tattico di squadra, e non certo per l’assenza di Hoover. Abbiamo giocato buoni 20 minuti di intensita’ e voglia, poi, all’inizio del terzo quarto, alle prime difficolta’, ci siamo sciolti come neve al sole. Se proprio devo convintamente imputare qualcosa ai miei ragazzi, e’ la mancata reazione; in giocatori di 20 anni non accetto che si subiscano delle lezioni di questo tipo senza provare perlomeno a reagire”. Adesso, lavorare in settimana sulle teste prima che sulla tattica? “paradossale, ma preferisco aver subito una scoppola di questo genere, che magari uscire sconfitti di poco e appagati per la prestazione in generale espressa”.

Pubblicato il ottobre 7, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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