Fragilità, comprensione e pensiero positivo

Fragilita’ tecnica e mentale, eclissi di gioco

L’incrocio degli astri, o la congiunzione di negativita’; mettete la fragilita’ tecnica che nello stesso momento prende a braccetto la fragilita’ mentale e contemporaneamente strizza l’occhio all’ ispirazione avversaria: tragedia. Il 4 a 33 del terzo quarto ha messo a nudo questioni gia’ discusse nel pre-campionato: il peso specifico dei minuti di campo dei giovani talenti nostrani avra’ tutt’altro spessore quest’anno, da lieve nella passata stagione, a pesante in questa, con tutto quello che ne consegue. La mancanza (per ora) di un leader, non garantisce in campo la quadratura del cerchio; nelle spirali negative serve l’esperto giocatore che con metodi spicci si fa dare la palla per costruire in proprio qualcosa di buono per la squadra, fosse un fallo a proprio favore o qualche canestro, uno che durante i time out prende a “scappellotti” qualche compagno per riportarlo sulla retta via. I 19 punti di Harris sono vuoti come brioches-truffa, i 15 punti e 15 rimbalzi di Diliegro sono oasi nel deserto, posto che avesse senso parlare dei singoli.

Capite quanto e’ irta la strada per la salvezza? Coach Dalmasson come l’ “allegro chirurgo” (di allegro proprio..), a dover delicatamente operare sulla squadra per non disperdere il minimo di autostima esistente, la minima struttura tecnica  e la coesione del gruppo. Non si banalizzi il tutto a uomini e ruoli, Hoover e Diviach non cambierebbero la sostanza, se prima non si consolida l’impianto generale.

Tanta gente, un applauso, la comprensione

Grazie al cielo che l’appassionato di basket triestino non viaggia sulla stessa lunghezza d’onda dei pensieri calciofili, quei semplificati luoghi comuni che sforano nell’integralismo dottrinale. Allora al popolino sembreranno stonatissimi gli applausi di fine partita con un – 34 sul groppone, quando invece sono sintomo di un messaggio recepito (almeno per ora). Chiunque avesse capacita’ cognitiva, si rende conto che le emergenze estive e le casse asfittiche societarie non potevano confezionare un prodotto di grande levatura tecnica; a forza di volare bassi si e’ anche rischiato di scavare il fondo del barile, ma il messaggio non e’ mai uscito diverso dai presupposti iniziali. Cavar sangue dalle rape? Si puo’, non a questi livelli pero’…. cio’ non toglie che il gruppo allenato da Dalmasson  puo’ a ben donde lottare per la salvezza, con l’arrivo di Hoover si alzera’ un po’ l’asticella qualitativa, l’idea che Trento non fosse una squadra su cui far la corsa puo’ confortare, ma ancor piu’ confortano le presenze del Palatrieste. Ora il salto di qualita’ anche della gente: rendersi conto che la salvezza passera’ molto probabilmente per il calore e l’abbraccio dei tifosi, un sesto uomo che da diverse stagioni e’ il valore aggiunto di casa Trieste. Quindi niente depressioni da avvio sgambettato, e se qualcuno viaggiasse verso Imola…

Equivoci

– Will Harris per costi-benefici non puo’ fare miracoli o sostituirsi a Hicks; Harris e’ e sara’ un complemento alla squadra.

– Candussi deve rendersi conto che pur essendo per indole predisposto al gioco perimetrale, non puo’ non affiancare Diliegro vicino all’area pitturata; l’arma spuntata del secondo tempo italo-americana e’ figlia della mancanza di un compagno di reparto a cui scaricare palloni utili (e da servizi latenti alloo stesso ndr.).

– Ryan Hoover sara’ 90% guardia e 10% playmaker, cuore in pace.

Positivita’

coach Dalmasson e Sergio Dalla Costa

coach Dalmasson e Sergio Dalla Costa (foto A.Cervia)

E’ sempre piacevole durante i primi tempi veder scorazzare la proiezione verso il futuro del basket locale con i bimbi dei settori giovanili, questa volta griffati Basketrieste, nel segno della continuita’. Importante anche l’investimento con i tabelloni a led per inserzioni pubblicitarie lungo quasi tutto il perimetro di gioco; che sia ulteriore sprone a tutti gli imprenditori locali e non, desiderosi di investire nella pubblicità vista contemporaneamente da 6000 occhi circa (3000 individui) alla domenica pomeriggio.

Positività è anche rivedere nello staff la figura di Sergio Dalla Costa, uomo di basket da una vita e una vita spesa a fianco della Pallacanestro Trieste 2004; il suo ruolo da Team Manager (supportato come possibile da Nicola Pilastro) è garanzia, nonchè passionalità a servizio di una società, senza guardare il portafoglio.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 7, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: