A Imola per avere risposte, possibilmente giuste

Domenica a Imola con Niles e Hoover in più

Attenti_a_quei_due_-_La_sfiPuò rappresentare la seconda giornata di campionato una sfida decisiva? Ovviamente no, ma certamente può fortemente condizionare il prosieguo delle operazioni in casa della perdente. Imola e Trieste infatti vengono da due pesanti sconfitte e sanno benissimo di non essere strutturate per andare oltre una salvezza; la seconda eventuale sconfitta consecutiva, e con vista su Napoli (sponda Imola) e Verona (sponda Trieste), potrebbe minare la tranquillità dell’ambiente.

Tant’è che entrambe si presenteranno al match con un additivo in più: l’Andrea Costa potrà beneficiare dei servigi di Lavaun Warren Niles, attaccante se ce n’è uno che in pre-season ha siglato diversi “ventelli” e ha dimostrato di poter essere un terminale credibile; la Pallacanestro Trieste 2004 invece farà esordire Ryan Hoover, il “belga” nativo di Peoria (Illinois) e conosciuto nel basket italiano per lunga militanza, l’ “apriscatole” che serviva a coach Dalmasson per provare a far quadrare il cerchio.

Due società dalle scelte estive ben diverse sul come investire i pochi danari a disposizione, o per meglio dire un unico denominatore comune che è l’utilizzo-necessità dei giovani, ma con gerarchie rispetto al resto del gruppo diametralmente opposte. L’Aget Imola è una squadra stampo retrò, con un quintetto base (di sicuro affidamento) a fare da padrona, e su cui si fonderanno le speranze di salvezza, è poi un manipolo di imberbi cestisti a completamento. Trieste invece ha deciso, almeno per 9/10 della squadra di essere equilibrata nelle potenzialità, Harris e Hoover non sono esasperati finalizzatori, la forza giuliana sta nel mattoncino famoso che ognuno deve mettere fra le tavole parchettate. Il talento Reyer Candussi, due campioni d’Europa come Michele Ruzzier e Stefano Tonut, un “navigato” giovane come Mastrangelo, non potevano esimere la società del Presidente Ghiacci a impostare un discorso di quel tipo.

Probabile che, a livello tattico, chi avrà l’impatto migliore sul match potrà godere di un vantaggio evidente, anche se, tornando al discorso fatto sopra, per struttura e potenzialità non pensiamo che Imola e Trieste abbiano la forza, oggi, per asfaltare qualsiasi avversaria in un assolo di quaranta minuti. Nella domenica della Barcolana è probabile che la truppa di Dalmasson non sarà sola, i tifosi più caldi hanno ben recepito il messaggio stagionale: sarà battaglia ogni maledetta domenica, e come citava il buon Al Pacino nei panni di coach Tony D’Amato…

…ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi. E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Buon basket a tutti!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 11, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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