Lo so, sgomberiamo il campo da equivoci…..ma chi è Raffaele Baldini?
Non ha importanza, o evidentemente ce l’ha per chi mi ha investito immeritatamente del ruolo di Direttore della testata storica di Basketnet. Non trovo neanche troppo indicativo esplicitare didascalicamente il curriculum con il maldestro tentativo che sia il meno possibile auto referenziante. Senza cadere nella blasfemia giornalistica, prendo a prestito le parole del maestro Aldo Giordani per definire il mio scrivere di pallacanestro, definendomi un giornalista “di propaganda”, poco incline al bon-ton e più emotivamente spinto alle forti passioni che la palla a spicchi regala.
Sono quasi 34 anni che il virus del prof. Naismith alberga nella mia persona, in quasi tutte le sfaccettature, portandomi alla netta convinzione che il basket è molto più di quello che comincia con una palla a due e termina con una sirena; gli aspetti tecnico-tattici sono a corollario di un universo ben più ampio e nascosto, fatto di storie, di personalità e personaggi, di situazioni che insaporiscono una pietanza altrimenti liofilizzata. Nascere a Sparta non vuol dire essere uno spartano, per cui, pur essendo nato nella città pioniera per eccellenza della pallacanestro come Trieste, non ho la presunzione (come alcuni concittadini) di avere nel DNA il codice cestistico assoluto; la stessa umiltà con cui mi sono approcciato a questa smisurata passione, vorrei mantenerla inalterata nel disquisire della materia. Oh, che sia chiaro…umiltà non vuol dire non avere punti di vista, idee e opinioni, per cui non mancherò di dare spunti alla causa.
Basketnet avrà nuovi proprietari e un nuovo volto, scoprire le carte sarebbe rovinare la sorpresa, ma posso senz’altro dire che il progetto si presenta entusiasmante; la testata è sempre stata un faro per la comunicazione cestistica nazionale, il restyling in atto è fisiologica esigenza di rinnovamento per rilanciare il prodotto.
Non ci sono grosse pretese, c’è la responsabilità di divulgare “il verbo” in un periodo (forse il più basso della storia) di scarsa visibilità per il movimento; le televisioni hanno snobbato lo spettacolo sportivo più bello del mondo, Superbasket che chiude i battenti, la spasmodica attesa della wild-card per il mondiale di Spagna come salvagente, pur considerando l’humus giovanile che regala successi come l’Europeo U20 vinto. Ecco perché internet e la notizia in tempo reale diventano la testa di ponte per veicolare in modo capillare la passione baskettara, ed è questo che Baskenet continuerà a fare.
L’augurio finale è che ogni tipo di dibattito sia fatto in modo costruttivo e senza caratteri pregiudizievoli, alimentare la sana discussione è uno degli elementi dell’intrattenimento sportivo; non mi si giudichi per quello che sono ma per quello che scrivo, e la chiosa finale che cita lo slogan di testata “se il basket è la tua vita, questo è il tuo ossigeno”, vuole essere il migliore augurio di eterna passione cestistica a tutti!
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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