L’editoriale di Basketnet – Passaggio del testimone…timidamente, con rispetto

EA7Il fiume di miele cosparso da Raisport satellite sulle immagini dei baci ed abbracci fra ex di Milano e Siena sono il preludio ad un delicato, forse non assodato, passaggio di consegne nelle gerarchie della pallacanestro italica. Un testimone preso dalla EA7 sudando le proverbiali sette camice, una forma doverosa di rispetto per l’invincibile armada senese che, al canto della Verbena, ha cucito nella propria storia 8 pesanti scudetti. Premetto che la mia disanima è parziale e relativa al match di domenica sera, soggettiva e scevra di dissertazioni tecnico-tattiche da malati di numeri. Insomma, pensieri ad alta voce davanti al televisore…

Perché Milano non ha strappato con convinzione il testimone? Semplicemente perché sarà sempre una squadra a trazione….umorale. Mi spiego meglio: la squadra di coach Banchi vive di istinti primordiali, di superiorità tecniche e atletiche indubbie, come quelle di Langford e di Hackett (fenomeni assoluti per il campionato italiano), da cui partono la maggior parte delle soluzioni offensive vincenti. Quando questi “fari” congiungono gli astri con i compagni di livello (vedi Moss, Lawal, Melli), allora il mix esplosivo è deflagrante come in Eurolega con  vittime illustri; quando si cerca di costruire didatticamente il gioco sui 24 secondi, allora la macchina milanese diventa prevedibile, poco pungente e spesso non prende inerzia.

Detta così potrebbe svilire il ruolo del timoniere Luca Banchi, invece è l’esatto opposto. Il toscano, neo allenatore di Milano, ha ben capito questo “principio chimico” del suo roster, predisponendo le basi perché non sia una variabile impazzita e stop. Ecco quindi la metamorfosi all’ombra della Madonnina, il compromesso che vede nella fase difensiva il propellente per scatenare i propri istinti nella metà campo d’attacco; difendendo l’EA7 non deraglia quasi mai, tiene a contatto gli avversari, non lascia scappare partite e soprattutto la testa.

Resta l’equivoco (in senso buono) di Alessandro Gentile, annoverabile senza ombra di dubbio fra i talenti purissimi di Milano ma con caratteristiche diverse da Langford e Hackett: accentratore ma più ma più da isolamento stile NBA, anche lui mette la squadra alle mercè della propria serata, se positiva, devastante per tutti, se negativa, complessa a dir poco.

Perchè Milano può vincere lo scudetto? perchè ha il roster più forte e sta acquisendo una struttura difensiva. Perchè Milano può perdere lo scudetto? perchè ha delle avversarie istintivamente simili (vedi Sassari, Cantù, Brindisi), capaci quindi di scatenare in quaranta minuti un concentrato di pallacanestro efficace, anche se non abbastanza per sfide al meglio delle 5 o 7 partite; ah si, MIlano può perdere lo scudetto anche perchè la propria nemesi a tinte biancoverdi è sorniona, animale a sangue freddo.

Raffaele Baldini

Pubblicato il gennaio 14, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: