Comincia la resa dei conti…

Young, il ritorno?

Young, il ritorno?

E a forza di perder terreno in campionato la Pallacanestro Trieste 2004 si gioca domenica la prima, importante fetta di salvezza contro la Aget Imola dell’infortunato Vincenzo Esposito; poteva senz’altro viverla più serenamente questa vigilia, non tanto dalle proiezioni di pre-season, quanto perché ad un certo punto il rendimento suggeriva più facilmente un clamoroso approdo ai play off che nella bagarre salvezza.

La Imola ai minimi termini che si pensava passasse come vittima sacrificale per il Palatrieste, effettivamente (e faticosamente) sta rabberciando il proprio vestito, avendo prima inserito nel roster Armando Iannone, dal fertile vivaio della Stella Azzurra e proveniente da Scauri (Dnb), poi riabbracciando Ian Curtis Young, uomo prima dell’infortunio da quasi 13 punti a partita; certo, bisognerà vedere in che stato di forma sarà, però di certo rappresenta un’arma in più.

Trieste invece, con il suo timoniere Dalmasson, cavalca comprensibilmente la tattica dell’indecisione sulla scelta dei due “stranieri” da presentare domenica, un modo in più per depistare l’avversaria. Di certo sarà presente Brandon Wood, carico a pallettoni per l’esordio fra le mura amiche.

Occhio alla chiave psicologica del match: Imola arriva in terra giuliana nettamente più alleggerita in responsabilità, nessuno ormai si aspetta nulla dalla squadra di coach Vecchi, e questo può generare un mix di moto d’orgoglio e serenità che potrebbe diventare letale; anche perché dall’altra parte i nervi sono tesi, le sconfitte hanno minato un po’ l’ambiente e il teatro del Palatrieste rappresenta sempre più uno scimmione sulla spalla per Carra e soci. Come sempre penso che l’approccio al match darà una incidente peso sul risultato finale, anche perché ogni volta che la squadra di Dalmasson ha approcciato molle le sfide casalinghe, è stata regolarmente battuta.

Per contro l’impianto di Via Flavia potrebbe rappresentare il più caldo abbraccio in momenti difficili; uso il condizionale perché non so quanto Trieste sia capace più di infiammarsi per la pallacanestro. Altri appelli sono stati accolti ma parzialmente, i numeri parlano di uno zoccolo duro presente ma con l’encefalogramma piatto, pensare di colpo di innescare un moto popolare crescente per domenica sarebbe alquanto utopico. La considerazione finale è molto banale: chiunque tenesse a questa passione e tradizione locale, non deve fare altro che sfruttare le agevolazioni societarie messe a servizio degli appassionati e scatenare il proprio istinto primordiale di tifoso, altrimenti sarà l’ennesimo atto dell’ennesimo spettacolo teatrale, con silenzioso ritorno a casa.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com) 

Pubblicato il gennaio 17, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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