Wood indica la via, Trieste spinge Imola in Silver

Articolo scritto per il Corriere di Romagna, quindi sponda imolese

Wood mostra i muscoli (foto A.Cervia)

Wood mostra i muscoli (foto A.Cervia)

L’Aget Imola in viaggio verso Trieste non puo’ neanche contare nel patto con il… Diablo, assente per infortunio; sul ciglio del precipizio Trieste da una decisiva spallata a Niles e soci verso il baratro della Silver battendola per 89-59, con Brandon Wood sugli scudi. Quintetto base per la Pallacanestro Trieste con Wood, Ruzzier, Coronica, Harris, Diliegro, risponde coach Vecchi con Niles, Young, Iannone, Dordei e Poletti; piano difensivo imolese molto chiaro a inizio partita, con difesa uomo-zona alternata per far pensare l’attacco giuliano, buona idea tattica se non ci fosse un ispirato inizio del neo arrivato di casa Trieste Wood: 15-8 a meta’ frazione. La premiata ditta Niles-Dordei suona la carica abusando dei fragili anticorpi difensivi giuliani, dall’arco e in area pitturata, partita ad elastico e finale di quarto sul 24-18. L’”alchimista” Vecchi cerca virtusismi in panchina per cambiare uomini e mantenere una decente pericolosita’ offensiva, arduo compito contro una squadra di casa su di giri, 33-21; Niles con indubbia capacita’ ad attaccare il canestro si carica la squadra sulle spalle, i compagni lo supportano sfruttando beneficiate dalla linea della carita’: -5. Terzo fallo pesante di un Young comprensibilmente in difficolta’, squadre all’intervallo sul 42-32 ma inerzia non del tutto definita. Ottime soluzioni con scarichi per i lunghi in casa Aget, la verve ritrovata di Young risveglia anche i lunghi ma costringe Poletti ad uscire per una scavigliata sul 53-41; logica conseguenza la messa in proprio dei terminali piu’ credibili a disposizione di coach Vecchi, Niles e Young confezionano un break per il -6. Will Harris per i giuliani sente la sfida a distanza con Hoover (in borghese) e decide di mettersi in partita, contro parziale facilitato anche dai punti di un Wood sempre pericoloso e time out Imola sul 61-49; rientra un Poletti visibilmente zoppo, e tutta la squadra comincia a zoppicare, l’energia dei coloured va lentamente consumandosi con l’incedere del match e la Pallacanestro Trieste dilaga a chiusura terza frazione sul 68-49. Ultimi dieci minuti per l’archivio statistico, il linguaggio del corpo di Maccaferri e soci e’ emblematico di una condizione precaria, nei numeri ma soprattutto nella struttura, la punizione diventa troppo pesante per una squadra imolese che non perde pero’ dignita’. Brandon Wood nelle fila triestine si gode l’esordio confezionando una caterva di tiri e di punti (31) con la standing ovation del Palatrieste, c’e’ gloria per tutti in casa triestina; mesto finale di partita in casa Aget, tutti orgogliosamente senza mollare un centimetro, perche’ forse i protagonisti in campo e in panchina sono gli ultimi colpevoli di una situazione complessa gia’ in sede estiva. Tabellone finale che segna il 89-59 finale, Imola alza, forse in maniera definitiva, bandiera bianca per questa travagliata stagione in Adecco Gold.

Dagli spogliatoi

Coach Dalmasson (Pallacanestro Trieste 2004): “E’ una partita diventata facile ma solo con il passare dei minuti, siamo riusciti a toglierci il peso della responsabilta’ abbastanza presto, poi abbiamo controllato la sfida dopo il primo break; Brandon Wood e’ stato intelligente a capire la partita pur essendo appena arrivato, prendendosi responsabilita’ e togliendole ai compagni. Era una sfida importante ma non decisiva, non si vincono campionati e non si subiscono retrocessioni a Gennaio; la nostra squadra e’ viva e orgogliosa, e il pubblico presente numeroso, che non finiro’ di ringraziare, ha capito lo spirito e ci e’ stato vicino, trascinando con il calore i ragazzi alla vittoria.

 

Coach Vecchi (Aget Imola): “ Oggettivamente mi sento di fare i complimenti a Trieste che e’ entrata in partita sotto pressione della vigilia; abbiamo fatto il nostro dovere sino ad un momento chiave del match, in cui noi abbiamo perso lucidita’ sbagliando tre tiri pesantissimi, per un black out prolungato da quel momento in poi. Brandon Wood lo conoscevamo e non mi stupisco della sua prestazione o del suo tipo di basket, una parte del merito e’ del giocatore indubbiamente, e parte demerito nostro, in chiave difensiva; obiettivo e’ tornare a giocarci le partite, c’e’ uno scoramento evidente nel gruppo, la classifica e’ l’ultimo dei problemi oggi.”

Pubblicato il gennaio 19, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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