Wood-stock, exit poll e tempo di reazioni

Wood…stock, l’assolo dell’uomo da Kokomo

Jimi-Hendrix-WoodstockUn popolo (numeroso) di appassionati venuti in pace e pronti a supportare i propri beniamini, un palco nobile come quello del Palatrieste e al posto della chitarra un pallone a spicchi….l’assolo per quaranta minuti quasi di Brandon Wood ha deliziato i palati degli spettatori presenti, ma soprattutto ha regalato una serata da “peace and love” ai triestini baskettari; a memoria del sottoscritto non si ricorda una standing ovation così convinta ad un nuovo arrivato.

Parliamo chiaro, a scanso di equivoci: contro Imola, con il massimo rispetto per i protagonisti ma anche con estremo realismo, probabilmente una doppia cifra l’avrebbero raggiunta diversi giocatori dalla serie D in su; inoltre all’esordio c’è sempre la volontà di gruppo di servire e riverire il nuovo arrivato per metterlo a proprio agio. Fatta questa premessa possiamo dire già con certezza che l’esterno proveniente da Firenze ha tanti punti nelle mani (non un timidone ndr.), ha bisogno di molti palloni e di molti tiri, non è un tiratore puro ma, se in striscia, può far male a ripetizione. La caratteristica migliore senz’altro risiede in un primo passo efficacie di penetrazione e in uno straordinario controllo del corpo, in pratica non è mai fuori equilibrio. Difesa? Pretenziosi….un attaccante americano difficilmente sarà un grande difensore, accontentatevi di qualche anticipo per scorribande in contropiede.

Ultimo aspetto non trascurabile è l’inserimento nell’ambiente: sembra che Wood giochi a Trieste da una vita, feeling con i compagni, con il pubblico e con gli addetti ai lavori…in pochi mesi italiani sembra aver già capito tutto!

Exit Poll: ballottaggio Hoover-Harris, chi la spunterà?

Divertente e spontanea messa in scena fra le gradinate del Palatrieste: man mano che Brandon Wood ricamava canestri a ripetizione, il pubblico si divertiva a disquisire sulle possibilità di Hoover e Harris di permanere in canotta biancorossa. Curioso anche come l’exit poll registrava andamenti isterici e coerenti a seconda del rendimento di Will durante la partita. Se all’intervallo le percentuali sbilanciavano nettamente la scelta a favore di Hoover (per venti minuti abulici del coloured), man mano che l’incontro registrava importanti conclusioni dell’ala di coach Dalmasson, ecco che tornava l’equilibrio perfetto.

Ci sono degli elementi che però devono essere presi in considerazione a prescindere: il primo è che Ryan Hoover ha un contratto, per cui non è semplice pretendere una rescissione consensuale senza un bonus d’uscita, almeno; secondo aspetto non trascurabile è che la guardia belga, vuoi per i 39 anni di età e vuoi per diversi acciacchi, è maggiormente esposto ad infortuni e quindi sanguinosa eventualità in vista di partite decisive nel prosieguo. Come vedete anche da queste considerazioni è difficile trarre una decisa linea su cui fondare la scelta; notti non facili per Dalmasson e società.

Giovanotti, ora non ci sono più scuse!

Ad un certo punto dell’inizio stagione, le quotazioni di Michele Ruzzier e Stefano Tonut erano talmente alte per cui si parlava di una concreta difficoltà a trattenere i due giovani per tutta la stagione a Trieste; forti anche dell’Europeo vinto e delle lusinghe provenienti da Cantù (coach Sacripanti entusiasta di Stefano) e da Venezia (per Michele), le prime uscite stagionali disegnavano una rampa di lancio straordinaria per un futuro al piano di sopra. Poi onestamente tutto si è ridimensionato, prestazioni alterne con qualche fiammata degna del loro talento, risultati di squadra allineati alle loro prestazioni. Certo, le attenuanti ci sono, per giovani virgulti avere pressioni, responsabilità senza una guida (vedi compagni esperti di livello) ha minato la serenità degli stessi atleti. Ora però con l’arrivo di Wood le scuse sono finite, la strada per l’Olimpo passa per un deciso cambio di rotta, liberati da un fardello pesante possono esprimere la loro pallacanestro, senza titubanze e con l’aggressività di chi deve conquistarsi qualcosa. Ricordo che un ragazzone un anno solo più vecchio, figlio d’arte, a Milano gioca l’Eurolega da protagonista e ha trascinato l’Italia nell’Europeo in Slovenia….. l’età quindi è molto relativa, quando c’è la qualità!

Istantanea di una situazione difficile: l’infortunio a Poletti

E’ proprio vero, quando le cose vanno male non possono che andare peggio. Una scena tragi-comica nel secondo tempo disegna perfettamente lo stato in cui versa la povera Imola: Mitchell Poletti si infortuna alla caviglia su un contrasto in area pitturata, dolorante a terra attende l’arrivo del massaggiatore. Solerte, l’uomo preposto corre con la borsa del ghiaccio a soccorrere il giocatore, con un piccolo problema di fondo: pone la borsa del ghiaccio per diversi secondi sulla caviglia…. sana!

è proprio una stagione no per Imola!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 20, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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