L’editoriale di Basketnet:il mistero…Buffa,Tranquillo e la riserva indiana di Sky

Il mistero….Buffa, Tranquillo e la riserva indiana di Sky

Buffa-TranquilloAnche in questo caso la cultura popolare ha avuto il sopravvento su quella ufficiale, come nella celebre giullarata di Dario Fo del 1969; l’egemone e massificato interesse calciofilo ha tolto momentaneamente dai racconti baskettari Federico Buffa, destinato a confezionare storie mondiali in vista della kermesse estiva in Brasile. Per l’amor del cielo, la competenza dell’avvocato sui calci ad un pallone e parificabile a quella della pallacanestro, ma rimane la sensazione di uno “scippo” mediatico importante. Il veicolo del racconto per immagini, secondo il mio punto di vista, è forse l’elemento che segue il gioco vero e proprio come valore d’attrazione; la capacità di romanzare situazioni di sport o esaltarsi veracemente per le giocate dei protagonisti, con la teatralità propria di Buffa, generano interesse contagioso.

Il concetto è semplice: capisco che sia facile calamitare l’attenzione degli appassionati sulle gesta di Michael Jordan, ben più complessa la questione sui prodotti locali. Ma sta proprio qui il grande “magheggio” mediatico televisivo: vendere un qualcosa cento volte più nobile di quella che è in realtà, con effetti speciali del narratore. In pratica è quello che si sta facendo nel calcio, in cui un campionato e protagonisti di terza-quarta fascia su scala mondiale, l’illusione li trasforma alla stregua dei primissimi al mondo. Non sarà etico ma è fondamentale mantenere viva la passione in uno sport poco più di nicchia, in un momento difficile come quello attuale, alla ricerca di personaggi noti da non confezionare per forza alla sola NBA.

Idem dicasi per il compagno professionale Flavio Tranquillo, lo splendido narratore dell’Europeo vinto dalla Nazionale in Francia nel 1999, uomo che fa saltare sulla sedia per il trascinante entusiasmo verso la palla a spicchi. Anche in questo caso la famosa cultura popolare del Mistero Buffo  ha espresso il lato peggiore: la stessa testata che dirigo in tempi addietro aveva attaccato il telecronista con ferocia (e con pochi elementi fondanti), gli “ultras da tastiera” lo avevano accusato di essere l’anti-Siena negli anni dei trionfi, anche coach Pesic non gradiva la “felicità” nel raccontare le gesta dei protagonisti. I più suscettibili condannano l’esasperata esternazione di conoscenza tecnica.

Tutte quisquiglie, Flavio Tranquillo è competenza cestistica a tutto tondo, espressione di un giornalismo televisivo che deve essere conservato e non ghettizzato a riserva indiana; non basta “grattare” la voce su un canestro da tre punti per rendere appassionante una partita (come capitava a qualche addetto ai lavori in doppio petto della RAI), non basta leggere qualche appunto per calamitare l’attenzione del pubblico. Non c’è niente da fare, da che mondo e mondo il contenitore ha un peso specifico quando si riempie di passione e competenza, altrimenti rimane una bella confezione, ma vuota. L’auspicio è che Sky o qualsiasi altra azienda, non perda di vista forse l’unica coppia che può creare valore aggiunto a prescindere dal prodotto, perché l’NBA può viaggiare anche da sola, l’Eurolega necessita di un “rinforzino” mediatico, il campionato italiano boccheggia in cerca di predicatori.

Raffaele Baldini

Pubblicato il gennaio 21, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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