L’editoriale di Basketnet: Don Gramenzi e l’onorevole Pozzeccone

Don Gramenzi e l’onorevole Pozzeccone, un teatro spassoso

Don Gramenzi e PozzecconePrendete la saga di Don Camillo e l’onorevole Peppone, ambientatela nella ridente cittadina ciociara di Ferentino, e la domenica d’ora in avanti non sarà più quella. Il sipario aperto al quarantesimo minuto della sfida fra la squadra di casa e Capo d’Orlando, conclusa con tripla vittoria di Guarino (altro caratterino), non sembra essersi ancora chiuso; e vi prego non fermatelo!

Sono fra i pochi forse che considera il perbenismo sportivo come una noiosissima disciplina da protocollo, foriera di interventi banali e di frasi scontate. “Faccio i complimenti ai nostri avversari”, “partita difficile e per nulla scontata”, “dovremo dare il 110%”, e via discorrendo…sono abusati luoghi comuni delle sale stampa con cui riempire vuoti taccuini (o pagine word qual dir si voglia). Cosa c’e’ di meglio allora di un “clerico” coach da “old-school” che bacchetta l’eretico giovane rampante ancora in bilico fra atteggiamenti da giocatore e la nuova veste da allenatore (o forse volutamente mixate)? Ci immaginiamo la rivisitazione per epiteti del Nuovo Testamento allo scoccare della bomba di Guarino da parte del Poz (con disperazione materna), e il severo indice di rimprovero puntato dal tradizionalista Gramenzi. Si sono messi le mani addosso? Chi verso chi? Chissenefrega, quando tutto si riconduce ad un nulla di fatto e ad un polverone mediatico, tutto da più sapore alla pietanza, vivaddio.

Nessuno tocchi gli spiriti veraci dello sport, perchè il romanzo desta interesse quando e’ fatto anche di colpi da teatro; una sedia lanciata in campo da Bobby Knight, la corsa instabile di Carletto Mazzone sotto la curva dei bergamaschi, le storie impossibili dei campioni NBA…senza tutto questo l’evento sarebbe uno spettacolo piacevole, ma in bianco e nero. Soprattutto non si strumentalizzi l’accaduto: quando uno sfogo e’ nei limiti del consentito e soprattutto e’ onesto con i propri sentimenti, il messaggio deve essere inteso come moto passionale e non violento, e se qualcosa avesse dei toni lesivi della sensibilità altrui, si faccia finta di non sentire ….

E la saga di Ferentino non smetterà di stupire, con nuovi scenari immaginari, paradossali: i fedeli del Ponte Grande a subire esemplare punizione dovendo espiare le proprie colpe lontano dalla casa madre per il prossimo match casalingo, con Gramenzi a  smadonnare per l’accaduto e il Poz seduto placido sulla riva di un fiume a leggere Schopenhauer…. I love this game!

Raffaele Baldini

Pubblicato il febbraio 5, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Ed infatti sarebbe interessante sapere come tempo addietro mons. Gramenzi avrà stigmatizzato la levata del dito medio in quel del Palatrieste da parte del suo sottoposto don Guarino.

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