Holly-Wood e gli effetti speciali, la zonetta riparatrice e lo strepitoso zero su due di Candussi

Effetto Wood, tutti nelle condizioni di giocare meglio?

Non si guardino i numeri, ma si badi alla sostanza. Brandon Wood è giocatore che per caratteristiche sta esaltando tutti gli altri compagni, paradossalmente prendendosi anche tanti tiri. Il perchè sta tutto nel tipo di gioco che l’ex Firenze esprime, basato sulla pericolosità “palla in mano” e tradotto in una innata capacità di creare soluzioni dal palleggio; non può essere un caso che da quando c’è lui i rendimenti di Ruzzier, Harris, Candussi, Tonut e company si sono elevati esponenzialmente, con benefici per tutti. C’era in effetti una timida luce in vista della trasferta in ciociaria, tradotta nel debole assetto difensivo degli esterni di coach Gramenzi: Guarino è ormai in là con gli anni, Green è attaccante (quindi non difensore ndr.), Bucci idem e la coppia Giuri-Parrillo non abbastanza esperta. Era quindi prevedibile una partita importante di Wood in quel di Ferentino, produttività divenuta sostanza con l’incedere del match, con rimbalzi e falli subiti a tagliare le gambe degli avversari.

Will Harris, a prova di scettici

Le statistiche stagionali di Will Harris fino a questo punto della stagione raccontano di un giocatore assolutamente sulla sufficienza nel rendimento, uno che per rapporto qualità-prezzo rappresenta un affare in casa Trieste. C’era però un interrogativo grande come una casa: quanto i numeri esplicitano l’incidenza dell’ala sulle partite giocate dalla Pallacanestro Trieste 2004?

Onestamente il peso specifico è scarso, molti punti a “babbo morto” e solo sprazzi di decisività a livello balistico, maggiormente invece in quello fisico, di rimbalzi e difesa.

Ora sembra che con il passare delle partite stia venendo fuori una personalità nascosta: i tiri presi e segnati a Ferentino sono stati l’impatto più evidente dall’inizio della stagione, una deflagrante arma tattica partita dalla panchina che ha destabilizzato Pierich e soci. Se Will cresce in questo aspetto, la squadra può contare su due americani veri, la famosa differenza che in Adecco Gold è dogma.

Il problema falli: una “zonetta”?

L’assioma ormai è chiaro per tutti: Dane Diliegro e Francesco Candussi non arrivano all’ultimo quarto senza problemi di falli. Altrettanto certo è il fatto che il tipo di difesa a uomo ordinata da coach Dalmasson, spesso con le mani addosso al limite del fallo, ha come controindicazione una spesa di infrazioni prevista. Come ovviare a tale problema? A Ferentino per un niente non si è rischiato di giocare l’ultima decisiva frazione con Diliegro e Candussi fuori per falli, dramma puro anche alla luce dei tanti rimbalzi concessi nel finale agli avversari.

A mio modesto parere, pur rasentando la blasfemia del codice cestistico di Dalmasson, una “zona” sarebbe quanto mai utile per ovviare a tali situazioni. Una zona dinamica e non “bulgara”, una condizione tattica che non costringa i due macchinosi totem giuliani a dover fronteggiare l’uno contro uno di mestieranti come Maggioli, Garri, Rocca, ecc.; qualora si riuscisse con questo escamotage di portare i sopra citati ai minuti decisivi con ancora qualche fallo da spendere, l’intensità della difesa di squadra ne guadagnerebbe, senza peraltro dover inventare carpiati tattici per sopperire alla loro mancanza.

Candussi? 10 e lode….per i tiri sbagliati

F. Candussi (foto A.Cervia)

F. Candussi (foto A.Cervia)

Molto bene gli 11 rimbalzi presi, ottimi i 9 punti a referto, eccellente il 66,6% dal campo….strepitoso lo 0 su 2 nei momenti chiave!

Non ho bevuto, sono stramaledettamente convinto che uno dei grandissimi meriti del giovane lungo di Palmanova sta nell’essersi preso quei due pesantissimi tiri (sbagliati ndr.) nei momenti più caldi del match; sintomo di personalità, di crescita mentale e di consapevolezza, aspetti che da un ragazzone di 211 centimetri del ’94 fanno strabuzzare gli occhi. Possiamo dirlo tranquillamente: il timido e impacciato giocatore della prima della stagione, ha fatto spazio ad un uomo deciso a voler dare una svolta alla sua carriera, in funzione del bene della squadra. Avanti così.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il febbraio 24, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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