L’editoriale di Basketnet: le colonne portanti di un movimento, i siti internet

Basket sorretto dalla passione e “fame”

http://www.basketnet.it/it/le-colonne-portanti-di-un-movimento-i-siti-internet/256802

pcAbbiamo perlustrato come dei novelli Angela l’arido territorio della mediaticità del basket, scoprendo distese infinite di terra crepata e asciutta, solo piccole oasi rappresentate dalla partita di serie A settimanale in onda su Raisport satellite; in mezzo al Canyon si sente l’eco di una solitudine esasperante, la ricerca di qualche sorso d’acqua rifocillante e’ soddisfatta solo da prodotti preconfezionati provenienti dagli U.S.A, e precisamente dal mondo NBA: troppo poco, il ricercatore appassionato di pallacanestro rimane da troppi anni a bocca asciutta.

La serie A sbotta, gli argini sono definitivamente abbattuti, il nuovo corso del Presidente Minucci parte all’insegna della visibilità a tutti i costi; ma chi ha sorretto la palla a spicchi quando il silenzio e l’indifferenza albergavano i cuori degli appassionati?

I siti internet.

Sarò di parte (e me ne vanto), fatto sta che avendo conosciuto da dentro la realtà dei siti tematici baskettari, posso parlare con cognizione di causa e affermare quanto sopra. Partiamo dal fatto che questi “contenitori” di stampo modernista hanno le sane fondamenta di principi puri, come la passione e la “fame” di conoscenza (spesso a scapito del portafoglio ndr.); un vero e proprio reggimento di persone atte a reperire più notizie possibili dal mondo cestistico nazionale e non, in continua concorrenza per dare il prodotto migliore. Va bene, non saranno insigni giornalisti dalla penna appuntita (la maggior parte non sono neanche giornalisti), avranno evidenti falle conoscitive e alcuni scadranno in scoop inverosimili per farsi un po’ di notorietà; fatto sta che la maggior parte di loro dedica ore del proprio tempo a catalogare, ad informare e a far viaggiare in tempo reale la pallacanestro. Il fascino della carta stampata rimarrà immutato, così come l’esigenza di riavere Superbasket al suo meglio, ma il cartaceo, per la cronaca, ha issato bandiera bianca da un bel po’.

Attenzione, la “democratica” gestione dell’informazione in mano a teste vuote rischia di fare più danni che la stampa di regime, per cui un severo filtro e’ necessario per non deformare le notizie in funzione di una presa di posizione integralista; fatto quanto dovuto, il tutto si presenterebbe come un prodotto completo ed aggiornato, a tratti con una capillarità incredibile, visti i mezzi a disposizione.

Non è un caso che lo scetticismo iniziale di addetti ai lavori e giornalisti, si è trasformato nel tempo in un cavalcar l’onda da surfisti consumati: procuratori che subliminalmente “sfruttano” il mezzo a disposizione per dare visibilità ai propri assistiti (anche con finti scoop), allenatori camaleontici travestiti da opinionisti per essere rintracciati maggiormente nella cartina geografica cestistica, giornalisti in cerca di ulteriore visibilità, registrando online numeri importanti di utenti visualizzatori, forse anche più della carta stampata. Le stesse televisioni avanguardiste (vedi Sky) hanno attinto da internet per andare dal risultato in tempo reale ai gossip auto-promossi dagli sportivi con “twittate” o “condivisioni”.

Insomma siamo tutti dentro questo tritacarne che macina notizie in tempo reale; aspettando tempi migliori, rendiamo merito a quelli che sono stati i pilastri strutturali di un movimento. Senza i siti internet, saremmo ancora in una stanza buia, ad aspettare risultati e notizie da segnali di fumo lontani o da piccioni viaggiatori.

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Raffaele Baldini

Pubblicato il febbraio 25, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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