BOOM! ancora un botta e risposta allenatore-Petrucci…

fipGent.ssimo Presidente,

confidando nel buon senso e nella saggezza da Lei dimostrata in varie occasioni, con questa mia la prego di voler sanare l’annosa questione che vede leso un diritto acquisito, quello di poter allenare in tutte le categorie previste al momento del conseguimento della propria qualifica a seguito di regolare esame, senza vedersi improvvisamente demansionati a fronte di un provvedimento avente effetto retroattivo. (Le e-mail in allegato, con la risposta del vostro addetto stampa Mimmo Cacciuni,  Le potranno ben chiarire di cosa si sta parlando).

Mi sembra esista già un precedente in cui il TAR del Lazio aveva dato ragione ad un allenatore, riconoscendogli la possibilità di ricoprire il ruolo di viceallenatore in serie A di qualche anno fa grazie alla qualifica di aspirante allenatore conseguita nel ’79, che appunto dava allora diritto a tale carica. Ora mi chiedo: è mai possibile che si debba ricorrere ogni volta, anche nel settore sportivo, a giudici ed avvocati per vedere riconosciuti i propri diritti quando un minimo di buon senso potrebbe già essere sufficiente per chiudere una questione che a mio avviso non dovrebbe neanche essere mai sorta?

RingraziandoLa per la Sua cortese attenzione Le porgo i miei più

Distinti Saluti

 Dr. Massimo Carnelli, allenatore di base, n. tessera 024206

Petrucci

 

Egregio Presidente,

se ha ben letto la mia e-mail, i corsi di aggiornamento, altrimenti conosciuti come PAO, continuo a frequentarli da anni.

Continuo ad essere indignato per i continui giri di parole che vengono usati ora anche nella sua risposta e con i quali non riuscite a dare motivazione di un’ingiusta regola introdotta con effetto retroattivo, per la quale allenatori con la mia qualifica si sono visti demansionati.

Riconosco che bisogna prevedere una formazione continua, e mi risulta che sia per questo che sono stati introdotti i PAO. Ma evidentemente la Federazione stessa non crede nella loro utilità visto che  obbliga gli allenatori di base a dover affrontare altri esami per continuare a svolgere quel compito per il quale già avevano ottenuto il brevetto superando un regolare esame.

Come le avevo scritto, confidavo nel suo buon senso e nella sua saggezza, ma vedo che il cancro della burocrazia italiana si insinua dappertutto ed obbliga anche Lei ad esimersi dal prendere una posizione ferma e chiara che possa dare dimostrazione di come la Federazione sia attenta sì al miglioramento costante dei suoi iscritti ma al contempo sia anche disponibile a rivedere intelligentemente delle possibili situazioni alquanto dubbie e vessatorie come in questo caso, senza ritenere per questo di dare un’immagine di debolezza per non aver saputo imporre d’ufficio una regola sbagliata, ma al contrario dimostrando una grande capacità di autocritica.

Anche la Federazione deve essere disposta a migliorare, non solo i suoi iscritti.

Pubblicato il febbraio 25, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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