L’editoriale di Basketnet: mi ritorni in mente…la modernità di Aldo Giordani

Mi ritorni in mente… così parlò nell’anno di grazia 1978

http://www.basketnet.it/it/mi-ritorni-in-mente-la-modernit-di-aldo-giordani/257162

Super_Basket__7__50fc371e72c22Che Aldo Giordani fosse avanti lo si sapeva, che la sua lungimiranza fosse preveggenza è testimoniata dai “discepoli” Federico Buffa e Flavio Tranquillo, quello che stupisce è la modernità di un amarcord cestistico; grazie ad un amico-lettore vengo in possesso del primo numero di Superbasket, datato 7 Settembre 1978, e la mia attenzione viene rapita dall’editoriale di presentazione intitolato “per innescare un secondo “boom””, in pratica i prodromi dell’opulenza (e notorietà) palla a spicchi degli anni ’80. Ripercorrendo le righe di quel pezzo, non si può non essere scossi da brani che potrebbero essere spolverati e scolpiti nella pietra, di struggente  attualità.

Si parte dal concetto di mediaticità di uno sport ormai importante in Italia come la pallacanestro, riportando testuali parole.

…Per Superbasket non credo che siano necessarie molte parole: penso che il basket, nel nostro Paese, sia diventato abbastanza importante, da meritare ogni sette giorni un suo giornale…L’intendimento è sempre il medesimo: far conoscere il basket, diffonderlo, farlo apprezzare, aiutarlo, se possibile, a riaccendere il “boom”, ma soprattutto a migliorare, a diventare più importante, più seguito, più autorevole…

La punta della piramide della scala gerarchica rappresentata ovviamente dalla Nazionale, a quel tempo col problema in meno della “stranierizzazione” dei campionati e dei capricci delle stelle NBA…

…Al culmine delle nostre preoccupazioni c’è ovviamente la Squadra Nazionale, che non si aiuta facendone il “Moloch” prevaricante dell’attività, ma si potenzia facendo in modo che sia sempre più saldo e florido il settore dal quale deve trarre i suoi giocatori. Ecco dunque la necessità di assistere e spalleggiare l’azione delle società che alimentano l’attività maggiore, e che consentono la miglior preparazione dei nostri giocatori di primo piano, giovani o meno giovani che siano. Per garantire un afflusso costante ai “piani alti” del basket nazionale, è poi necessario assestare, rafforzare l’attività minore: sia quella di rincalzo, sia quella giovanile, di base.

…con i giovani da svezzare con principi severi, non viziati prescelti con la strada spianata verso il successo, lottando con esempi di primo livello americani…

… Chi ha fatto sport , a qualsiasi livello, sa che l’emulazione è la molla insostituibile , per ottenere un miglioramento. Ecco perché noi siamo favorevoli alla presenza dei “crak” nel nostro campionato, a prescindere dalla loro nazionalità. Essi costringono i nostri a giocare meglio, se vogliono salvaguardare le proprie posizioni. Ed obbligano i giovani ad applicarsi, a lottare, a soffrire, per conquistarsi un posto al sole… Siamo totalmente, entusiasticamente a favore dei giovani. Ma senza coccolarli o vezzeggiarli. I giovani non si aiutano spianandogli la strada, rendendogli tutto più facile. I giovani vanno amorevolmente seguiti perché imparino a superare ostacoli sempre più ardui. Noi siamo più per aiutarli a diventare più bravi, mettendosi in grado di saltare al di là di ogni barriera. Non siamo qui invece per togliere di mezzo le barriere da saltare, gli ostacoli da superare, gli avversari da precedere, la “concorrenza” da battere, perché questo è l’unico modo pe frenare i giovani, imborghesirli, spegnere loro la sacra fiamma dell’anelito verso il “citius, altius, Fortius” che deve contrassegnare il sano intendimento di ogni partecipazione agonistica…

Altro da dire? Direi di no, non occorrerebbe spostare una virgola ai concetti espressi da Aldo Giordani 36!! anni fa per riscrivere un manifesto della pallacanestro in attesa del terzo “boom”. Eh si, perché da quegli anni ’80 si sono sentiti al massimo qualche “puff” (eccetto alcuni storici risultati della Nazionale, venduti molto male dal movimento), una letargica apatia che ha portato la nostra pallacanestro in una lenta discesa all’inferno….e  senza essere nemmeno in prima serata!

Raffaele Baldini

Pubblicato il marzo 4, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Stefano Saponaro

    Grande Raf… Ma dove l’hai recuperato, vorrei sapere, quel primo numero di Superbasket…

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