Il Poz allenatore, rapporti di forza e le formiche che nel loro piccolo s’incazzano

Il dibattito e’ aperto, fatto sta l’Upea ha giocato a pallacanestro

Probabilmente sara’ una croce che il buon Poz dovra’ portarsi appresso ancora per un po’, quanto basta per i colleghi soloni per far pagare la gavetta nel ruolo di coach: la “mosca atomica” e’ un bravo allenatore o no?

Conta quello che si vede, e la sua Capo d’Orlando ha giocato a pallacanestro, eccome se ha giocato. Chi pensava che il suo credo fosse solo quello di motivare un gruppo esperto e talentuoso, magari difettando di chimica difensiva e di scelte tattiche ad hoc, si deve ricredere: Portannese e soci dapprima hanno messo le mani addosso ai triestini secondo la legge non scritta che chi mena per prima determina il metro arbitrale a proprio favore (mi perdonino i puristi e i giovani cestisti), poi giocando una pallacanestro rapida, con letture perfette alla ricerca del compagno piu’ libero, finendo l’opera con una gestione intelligente da grande squadra. Quindi? Dubbi sulla conduzione?

Non bastasse il Poz e’ stato in grado lucidamente di chiamare in panchina un carico Mays nel finale sotto gli improperi dei 3500 del Palatrieste, e in precedenza di placare il vice David Sussi sempre alle prese con la bagarre finale. Qua non si tratta piu’ di dare la palla a Basile e sperare…

Rapporti di forza: three-e-ste contro Capo d’Orlando

La maglietta in vendita al Palatrieste raffigurante il trio Diliegro-Harris-Wood e’ stata premonitrice cartina tornasole dell’artiglieria pesante di casa Pallacanestro Trieste 2004; i tre hanno risposto alla grande, Diliegro e Harris su tutti, peccato che sia stato troppo poco rispetto ad un Mays devastante, due strepitosi giovani come Portannese e Laquintana, una docente della materia d’area come Nicevic, complementi di assoluto valore come Soragna, Basile, Valenti e Archie. Son sempre convinto che alla fine la qualita’ nella pallacanestro fa la differenza, oltre terne arbitrali che fanno di tutto per farsi bacchettare; anche i possibili dubbi sulla condizione atletica di un gruppo non verdissimo, sono stati scongiurati da un terzo quarto sublime e da una quarta frazione aggressiva e dinamica. Con una settimana di tempo fra una sfida ed un’altra Capo d’Orlando puo’ essere fra le prime tre squadre del campionato a ragion veduta, nel ritmo isterico da play off, chissa’….

Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano

Erano proprio tante le formichine assiepate al Palatrieste per la partita contro Capo d’Orlando: il ritorno di Gianmarco Pozzecco, i due punti salvezza in palio, il valore della seconda in classifica e una domenica tutt’altro che da gita fuori porta.

Le stesse “formichine” da quando esiste il basket, hanno sempre dimostrato particolare attitudine al recepimento del gioco, una competenza riconosciuta lungo tutto lo stivale; allora cosa ha fatto scatenare l’ira funesta anche dei piu’ placidi sostenitori triestini? La terna in nero-arancio, e non certo per accostamenti cromatici vicini ai rivali di sempre della Snaidero Udine. Quel benedetto fischio contro Trieste su infrazione di passi netta di Portannese ha letteralmente inquinato la direzione arbitrale lungo tutto l’arco del match; perche’ la pallacanestro e’ sport d’inerzia e, come tale, subisce le influenze (anche minime) di qualche fischiata non corretta. E con serenita’ posso sostenere che, se il pubblico del Palatrieste trascende, non e’ motivo per crocifiggere nessuno, ma almeno di fermarsi e porre il beneficio del dubbio sulla direzione arbitrale. Ah, che sia chiaro, una prestazione negativa dei fischietti che ho ha spostato di una virgola i rapporti di forza espressi in campo.

Il romanticismo di volti e personaggi

Boscia e il "Baso" (foto Dario Cechet)

Boscia e il “Baso” (foto Dario Cechet)

Ho gia’ fatto pubblica ammissione in tempi non sospetti: anelo a diventare un giornalista di propaganda, fortemente intriso di romanticismo. Ecco allora che la cruda realtà tendo a sfumarla di fronte a personaggi con una certa storia pregressa: si, Gianluca Basile e Matteo Soragna si son fatti vecchierelli, il loro basket diventa di posizione, d’esperienza….ma la gioia di vederli in canotta e pantaloncini sotto le volte del Palatrieste mi ripaga a prescindere; l’abbraccio del “Baso” con Tanjevic l’ulteriore emozione per cui ancora una volta ringrazio iddio di vedere questi personaggi in una città di pallacanestro, cosi come il cravattato Poz alle prese con quel perimetro opprimente entro cui consumare chilometri in veste da allenatore (in gabbia), cinico destino per una “mosca atomica”. Son convinto che l’applauso di tutto il palazzetto alla presentazione delle squadre verso queste icone, ha rispecchiato perfettamente questo mio pensiero…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il marzo 24, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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