Domenica il giorno del giudizio, lo Jadran in Paradiso!

Tutti la temevano, tutti la paventavano…benvenuti a Trieste-Forli, all-in!

giorno_del_giudizio1Volevate uscire dal noioso finale di campionato con salvezza confezionata in anticipo? Volate il pathos delle sfide senza ritorno? Lo avrete. La Pallacanestro Trieste 2004 brucia in ciociaria l’ennesimo match-point per godersi sonni tranquilli, mettendo in scena un’altra magra figura. I buonisti ricamano il canovaccio consueto, quello di un roster giovane che va preservato, quello di tanti infortuni settimanali che hanno minato il regolare svolgimento degli allenamenti; tutte cose vere se non ci fosse la discriminante dell’atteggiamento. La “carezza” consolatrice a custodire le deboli difese immunitarie dei giocatori in maglia biancorossa hanno ragion d’essere per alcuni, non per il sottoscritto. Sarò della generazione in cui i famosi “ceffoni” dei genitori (reali o metaforici) servivano più della carota, fatto sta che ho sempre ricevuto comprensione nelle sconfitte della vita, anche quelle pesanti, mai quando è venuto meno l’impegno e la volontà di raggiungere l’obiettivo. Ricordo che i rappresentanti della società ciociara (giocatori e coach ndr.) stanno giocando con problemi societari importanti alle spalle, giusto per far capire quello che intendo per “atteggiamento” o approccio mentale a una sfida domenicale, a prescindere.

Trieste nelle ultime uscite ha confuso l’opportunità con l’eventualità, ha issato bandiera bianca alla prima palla a due, consumando 40 minuti del proprio prezioso tempo alla merce’ di modesti avversari. Nulla di tutto ciò stempererà la passione con cui tutta la città di Trieste trascinerà domenica prossima i beniamini al Palatrieste perchè, razionalità vuole, la salvezza anche all’ultima giornata era la meta da raggiungere a fine stagione.

Preoccupa però lo status generale di squadra, pericolosamente in calo: stato di salute pessimo con Dane Diliegro e Candussi ai minimi termini, morale sotto i tacchi (Forli rischiava di arrivare come una testimonial della Red Bull, qualora fosse arrivata la vittoria con Biella), una decisa involuzione nel gioco. Quale tossica visione fa vedere il bicchiere mezzo pieno?

La psichedelica versione del Palatrieste nei momenti che contano, l’abbraccio caloroso di migliaia di fedeli, finalmente animati dal sacro fuoco gladiatorio della sfida senza ritorno; i 4 punti di vantaggio che concedono una ulteriore chance agli uomini di Dalmasson in quel di Casale Monferrato. Comunque è giusto così, il campionato difficilmente falsa i rapporti di forza visti in tante giornate, la classifica traccia chiaramente meriti e demeriti delle compagini di Adecco Gold.

Da oggi Veroli sarà dimenticata nelle teste e nella gambe dei giocatori triestini, si preparerà con dovizia di particolari la campagna per la salvezza di una tradizione, un ultimo sforzo da parte di tutti per portare a compimento quella meravigliosa follia partita a inizio estate scorsa da un manipolo di tifosi, sfruttando i propri giovani…agguerriti.

Inizia il countdown….

Jadranissimo….e’ serie B!

Tornano i fasti di un tempo, quando l’orgogliosa minoranza attentava al derby stracittadino con i protagonisti rispondenti ai nomi di Ban, Vitez, Rauber, ecc., il mitico Jadran in serie B. A distanza di tantissimi anni, e con un “figlio d’arte” come Borut Ban, l’armata guidata da coach Mura festeggia un’incredibile promozione vincendo l’ultima sfida contro Arzignano e stappando spumante alla notizia della concomitante sconfitta della Gemini Mestre.

E’ la vittoria delle sfide impossibili: quella di una societa’ che in estate rischiava di chiudere i battenti, quella di un talento cristallino (Borut Ban ndr) che decide di rinunciare a palcoscenici più importanti per farsi portabandiera di una maglia, quella di un gruppo allenato da un giovane allenatore locale, coraggioso e competente.

I festeggiamenti iniziati alla sirena del quarantesimo minuto al PalaCova siamo certi proseguiranno nei prossimi giorni, con fiumi di birra e pelinkovac per digerire l’abbuffata di gioia; però sarà anche necessario per i dirigenti sedersi attorno ad un tavolo e prendere decisioni importanti: soprattutto sarà da trovare forze economiche fresche per proseguire il sogno, un sogno che con il salto di categoria diventa costoso, e senza una “casa” omologata.

Lo sforzo profuso per raggiungerlo pero’ merita una forzo anche fuori dalle tavole parchettate del basket giocato, per preservare un grande risultato sportivo, una grande tradizione cittadina, un orgoglio della palla a spicchi.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 7, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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