L’editoriale di Basketnet.it: Milano e la variabile Big Sofo per ribaltare la serie

(foto D.Pocecco)

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Big Sofo” un fattore, la serie rimane aperta

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Coach Blatt sostiene che il Maccabi lascia l’Italia con quello che voleva, paradossalmente coach Banchi potrebbe dire altrettanto (dopo gara 1 ndr.). L’Armani Jeans Milano esce dalla due giorni casalinga con un quadro “clinico” piuttosto chiaro: la squadra potenzialmente vale quella israeliana, prova ne sia il netto vantaggio sugli ottantacinque minuti, riequilibrato da scellerati 180 secondi dei tempi regolamentari; evidente dazio da pagare per un noviziato, a questi livelli, contro esperti giocatori di poker. Metteteci poi che al timone dei gialli c’è uno scacchista come David Blatt e che le prossime partite avranno la cornice dell’imponente Yad-Eliyahu, tutto porta a sbilanciare la serie leggermente a favore del Maccabi.

Il caleidoscopio tattico del sergente Blatt da solo garantisce un’emicrania nella lettura delle partite, una delle variabili incidenti pero’ potrebbe venir meno: l’infortunio a Schortsianitis toglie forse l’unico vero rebus per Hackett e soci. La profondita’ che riesce a dare il totem d’ebano, con conseguente abuso di chili sui “magrolini” Samuels e Lawall, non e’ arginabile per Milano difensivamente; di converso, l’assenza del ex canturino, ha reso piu’ perimetrale la squadra e il peso d’area di Tyus, pur nella sua incredibile verticalita’, e’ totalmente diverso. Qualora i gialli rimanessero orfani di Big Sofo, non sarebbe una idea balzana sfruttare il doppio lungo milanese sopra citato, con Samuels da “4”, per ribaltare le gerarchie d’area.

L’impressione, al di la’ di baggianate lette e scritte sul conto di coach Banchi nella gestione di gara 1, e’ che la differenza la facciano come sempre le sfumature: in questo caso la mia inutile opinione e’ che l’Armani Jeans Milano potenzialmente, misurata “uomo contro uomo” con il Maccabi, sia piu’ talentuosa, pur con l’assenza di Gentile. Quello pero’ che s’insinua silenziosamente nelle pieghe della partita, soprattutto nei momenti caldi, e’ la straordinaria capacita’ della squadra di Blatt di trovare il “killer” pronto ad azzannare la giugulare quando conta; Smith, Rice, Blu, Ingles sono solo alcuni dei giocatori con un istinto letale.

Come per Tel Aviv espugnare il Forum a gara 1, cosi per Milano diventa imperativo cercare di osare il colpaccio in gara 3, per portare nel peggiore delle ipotesi, la serie a gara 5, con il fattore campo a favore. L’ascesa in Eurolega della squadra del patron Armani e’ passata per tanti step, l’ultimo sarebbe forse quello di imporsi in un campo bollente, con una squadra esperta e dalla tradizione infinita nella massima competizione europea, magari con Schortsianitis in borghese a bordo campo.

Raffaele Baldini

 

Pubblicato il aprile 19, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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