Una risposta al dilemma “allenare o non allenare” nell’editoriale di Basketnet.it

amletoPubblico con vivo piacere e sincero ringraziamento la lettera-articolo del Prof. Fabrizio M. Pellegrini come risposta ad un mio editoriale del 21 Marzo 2014 intitolato: “Allenare o non allenare, questo è il dilemma” (che riporto di seguito). Il dibattito così cresce di importanti contributi, e l’auspicio è di averne degli altri, perchè l’argomento è talmente delicato ed importante, da non sottovalutarlo.

http://www.basketnet.it/it/allenare-o-non-allenare-questo-il-problema/257827 

Allenare o non allenare … formare o non formare.

“Così la coscienza ci rende tutti codardi,
e così il colore naturale della risolutezza
è reso malsano dalla pallida cera del pensiero,
e imprese di grande altezza e momento
per questa ragione deviano dal loro corso
e perdono il nome di azione.”

 

(W. Shakespeare – Amleto, atto terzo, scena prima)

 

Solo da qualche mese ospite fisso di BasketCoach, che ringrazio per avermi affidato un apposito “corner” sul suo sito, non manco quasi mai di spulciare tra gli scritti altrui, specie quando già il titolo del pezzo e l’approccio che ne segue, attizzano la mia curiosità e mi provocano una qualche emozione.

Così è avvenuto per un bell’intervento di Raffaele Baldini, direttore di Basketnet.it, peraltro ripreso ed ancora presente sul nostro sito, dal titolo amletico “Allenare o non allenare”.

Confesso che già il titolo mi ha stuzzicato; poi leggendo il contenuto e quindi le argomentazioni a sostegno del senso e del messaggio che l’autore ha voluto consegnare al web, m’è venuta voglia di rileggerlo più volte, scoprendo ogni volta che si trattava veramente di roba seria e che allora ha ben ragione Mario Arceri quando dal suo “corner” giorni or sono scriveva che “Si avvertono sintomi di cambiamento di tendenza, di volontà d’incidere maggiormente e con migliore propositività a dimostrazione di un impegno anche culturale che continua ad animare, nonostante tutto, il basket italiano.” E io sento di condividere tutto ciò.

Ma veniamo al pezzo di Baldini mettendo in luce, quasi attraverso una sorta di seppur sommaria “esegesi”, i punti che ho ritenuto rilevanti e quindi da commentare e partirei proprio dall’occhiello che recita “I dilemmi dell’allenatore”.

Ottimo incipit quello della scelta del termine “dilemma” perche vengono messi in luce i dilemmi cioè i dubbi dell’allenatore. Ed è già un bel passo avanti rispetto a tante situazioni di allenatori che non vengono neppure sfiorati dal dubbio e che Baldini stesso cita come “ Permeati da un’aura di prematura onnipotenza, di presunzione al limite del ridicolo, con la conseguenza pericolosa di un immobilismo conoscitivo”. E quanti ce ne sono … e quanti ne conosceremo ancora … e quanti ci vengono rappresentati come il “nuovo che avanza”.

Se la medesima riflessione, peraltro sacrosanta, la dedicassimo ad esempio ai formatori ? “Formare o non formare: i dilemmi del formatore.” Si può dire sommessamente che forse se ne può parlare, oppure è uno di quegli argomenti tabù che è più igienico e salutare non sfiorare neppure, per la serie “non disturbare la casta”.

E badate bene che lo dico da ex formatore, della Scuola dello Sport, del MIUR, in ambito accademico e da ultimo della FIP e mi sento di fare autocritica quando per troppe letture accademiche ho rischiato di trascurare la pratica di campo. Rimedio ? Me ne sono tornato a scuola e mi sono sgrugnato ogni santo giorno in palestra e in campo con decine e decine di meravigliosi morammazzati alunni di una scuola di borgata, per vedere se le cose che elaboravo e scrivevo avessero un senso, una verifica, una corrispondenza con la prassi. Ed è lì che ho chiuso la mia carriera d’insegnante nel 2008 avendone la più piena conferma.

Ma oggi forse diversi formatori stanno facendo l’errore inverso al mio, quello che lo stesso Baldini, seppure riferito ai giovani coaches, chiama “vesti di depositari del verbo cestistico” indicando anche nella LETTURA di libri dedicati, un serio correttivo al “delirio di onnipotenza” che spesso li contraddistingue. E dico ciò perche sempre l’autore nel suo pezzo parla di “responsabilità” riferita ai giovani allenatori ma che io mi permetto di estendere anche ai formatori.

Tanto per intendersi Baldini valuta in un 10% coloro che sono consapevoli dei propri dubbi e dei propri dilemmi e che quindi affrontano percorsi più faticosi ed impegnativi alla continua ricerca del rinnovamento e del miglioramento delle proprie competenze. Ma scusate allora il restante 90% che fa ?  Voglio dire …datemi un buon motivo per cui io mi possa fidare di questo restante ma maggioritario 90% e quindi affidargli mio figlio. O no ?

Un altro punto rilevante che ho apprezzato assai è stato quello relativo all’affermazione  di Baldini secondo cui spesso il nostro mondo, quale che sia, è comunque e tralaltro“Stretto nella morsa dei genitori di ultima generazione (la peggiore specie).”

Che dire ? Caro Baldini, dimmi dov’è che devo firmare e firmo col sangue. E a tal proposito riparto dalla nostra Mabel Bocchi, ovvero da un suo delizioso articolo seppure datato e pubblicato domenica 28 ottobre 2007 sulla Gazzetta della Sport, dal titolo “Come difendersi dai genitori ultrà” dove, tra le tante cose giuste, affermava che:

“Troviamo sempre più spesso genitori che ai bordi dei campi in cui giocano i loro ragazzi, urlano come ossessi contro tutto e tutti, intimidiscono giovani arbitri e avversari, minacciano e insultano l’istruttore. Famiglie e genitori “disturbati” che tireranno su ragazzini e poi adulti disadattati. E poi atleti incapaci di affrontare le ansie della gara e l’estrema aleatorietà che permea tutto il fatto sportivo. In poche parole, atleti perdenti.”

E come rimedio alla frustrazione qualcuno (i media) ci convince che bisogna mostrare subito e fin da piccoli  una sorta di malintesa “arrogante determinazione” che altro non che un gratuito e infondato delirio di onnipotenza, cioè quelle condotte sociali e quegli arroganti e beceri atteggiamenti relazionali che  in diversi suoi scritti Marco Lodoli, un collega insegnante, scrittore e giornalista, ha citato come il frutto avvelenato del “demone della semplificazione”.

Il complesso delle “bastardaggini” viene trasmesso spesso dai genitori attraverso i comportamenti che fin da piccoli vengono appresi e non appena possibile riprodotti come comportamenti tipici della specie umana. Se poi uno dei genitori “idolatra” un personaggio pubblico bastardo di suo ed i suoi comportamenti pubblici e privati, quindi li fa propri e li replica di continuo, il trasfert sui cuccioli dell’uomo è faccenda semplicissima. Il resto, purtroppo è sotto gli occhi di tutti e riempie le cronache, ogni giorno.

Mi piace concludere con un accenno ancora a quanto afferma Baldini quando definisce come “decisiva” la fascia d’età che va dai 13 ai 19 anni, e ancora una volta sono d’accordo con lui, magari facendo dei distinguo.

E a tal proposito allora pongo una domanda “erga omnes”: non è che si tratta di una fascia d’età troppo ampia, con sottofasce troppo diverse, afferenti a categorie di giocatori diversi e radicalmente differenti sotto diversi aspetti, perche ne possa possedere le competenze formative e tecniche un’unica tipologia di coach ?  Se la risposta è si, cosa comporterebbe tale circostanza sul piano della formazione e quindi della sua diversificazione ? Va bene com’è adesso ?

Intanto e in chiusura, grazie Raffaele Baldini, personalmente grazie ancora per le cose che hai scritto ed affermato. Con l’arrivo della bella stagione è “cosa buona e giusta” aprire le finestre e far cambiare l’aria.

Fabrizio M. Pellegrini

 

Pubblicato il aprile 23, 2014 su "Risposte al lettore", HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: