Il preview di Basketnet.it: ci siamo, poche ore e sara’ Real-Maccabi!

Se Blatt confeziona un altro miracolo, siamo all’MVP per le prossime 10 stagioni

http://basketnet.it/it/ci-siamo-poche-ore-e-sara-real-madrid-maccabi/260141

RodriguezL’eroe d’Israele non ha solo il nome di Tyrese Rice, ma una statua equestre con David Blatt, il timoniere capace di ribaltare ogni pronostico, l’alchimista in grado di imbrigliare l’ambiziosa Milano e la solida CSKA di coach Messina in semifinale. Il compito suo e del Maccabi sara’ qualcosa di titanico in vista della finale di oggi, per il quale neanche il supporto di 10.000 invasati potrebbe alleggerire. Quale logica tattica potrebbe avere diritto di cittadinanza quando di fronte si presenta un Real Madrid praticamente perfetto?

Quella piu’ banale porterebbe a considerare il fardello di responsabilita’ un piccolo elemento a favore dei gialli d’Israele: a loro nessuno chiede piu’ nulla, o forse “solo” un nuovo miracolo per far impazzire un popolo; i madrileni “devono” al Re 19 anni di astinenza dal massimo trofeo continentale, con una squadra costruita per vincere a tutti i costi.

Le altre due variabili tattiche a supporto di Tel Aviv sono le consuete: l’incidenza del totem d’ebano Schortsanitis in area pitturata (senza rivali a livello di tonnellaggio) e la capacita’ del duo Hickman-Rice di rompere la prima linea difensiva, per scaricare palloni per tiri “piedi per terra” di un letale Blu; a proposito, la truppa di Blatt non puo’ prescindere dal vedere incidere altri protagonisti, da Ingles, Ohayon, Smith.

Il Real Madrid? Il quadro cestistico e’ la miglior espressione di Diego Velazquez; coach Pablo Laso ha in mano una squadra perfetta, coperta in ogni ruolo, dirompente con il reparto esterni e capace di divertirsi anche nelle situazioni piu’ delicate. Ha diversi leader dalla personalita’ straripante: Rodriguez, Fernandez, Lull, Reyes, Mirotic, compongono il mostro a cinque teste che puo’ solo esser infastidito, nulla piu’. E calcoliamo il fatto che la semifinale l’ha potuta gestire in pantofole nella seconda parte, sfruttando chi ha giocato meno.

Non fare l’errore di annoiarvi di fronte ad un esito che appare scontato, per diversi motivi: il primo e’ godere di pallacanestro sublime, qualora le merengues ripetessero la prestazione, il secondo perche’ lo scacchista Blatt avra’ pensato a qualcosa di astruso per rompere il ritmo degli avversari; si, rompere il ritmo, mettere un granello nel meccanismo fatto di istinto e gioco in velocita’, far pensare chi odia farlo con un pallone da basket.

Nuovo miracolo all’ombra della Madonnina o consacrazione dei Galacticos? Devotion….

Raffaele Baldini

 

Pubblicato il maggio 18, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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